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A banda, Chico Buarque De Hollanda (1966)

Siamo negli anni delle dittature latine. In Brasile il colpo di stato militare instaurò una dittatura dura e crudele fra il 1964 e il 1985. Fra i più noti artisti che animarono la resistenza civile c’era lui, Chico Buarque De Hollanda, talento musicale e letterario

A banda è la prima delle canzoni che resero popolare il giovane Chico. La compose nel 1966 inserendola nell’album che porta il nome del cantautore, un anno prima di essere arrestato e due anni prima di recarsi in esilio in Italia. E’ un canto civile che rispecchia perfettamente il carattere dei brasiliani, soggetti alla censura e alla repressione. Il testo, infatti, racconta della disperazione, della paura e della solitudine presenti nella società brasiliana e nello stesso tempo della sua forza interiore e dell’entusiasmo che in quel grande paese vengono liberati dalla musica. E’ la musica dunque la premessa e la promessa della liberazione fisica e morale. Basta che il passaggio di una banda “cantando coisas de amor” per tenere viva la speranza. Ovviamente siamo a un livello sofisticato e poetico dell’opposizione alla dittatura e per questo all’inizio Chico riuscì a parlare alla gente. Ma questa insperata ‎libertà di espressione durò poco. Fu a Roma che il cantautore brasiliano compose il suo secondo album, mentre Mina interpretò la versione italiana della canzone, La banda, tradotta da Antonio Amurri, che fu un grande successo grazie alla grandi capacità canore della cantante di Cremona. Sfruttando la sua popolarità e quindi la cautela del regime militare nei suoi confronti, Chico tornò in Brasile nel 1970  continuò a far passare attraverso la musica il suoi messaggi libertari. Tra le canzoni che ebbero più successo ci fu O que será che fu tradotta e interpretata in tutto il mondo.

 

 

La banda

Estava à toa na vida
O meu amor me chamou
Pra ver a banda passar
Cantando coisas de amor

A minha gente sofrida
Despediu-se da dor
Pra ver a banda passar
Cantando coisas de amor

O homem sério que contava dinheiro parou
O faroleiro que contava vantagem parou
A namorada que contava as estrelas parou
Para ver, ouvir e dar passagem
A moça triste que vivia calada sorriu
A rosa triste que vivia fechada se abriu
E a meninada toda se assanhou
Pra ver a banda passar
Cantando coisas de amor

O velho fraco se esqueceu do cansaço e pensou
Que ainda era moço pra sair no terraço e dançou
A moça feia debruçou na janela
Pensando que a banda tocava pra ela
A marcha alegre se espalhou na avenida e insistiu
A lua cheia que vivia escondida surgiu
Minha cidade toda se enfeitou
Pra ver a banda passar cantando coisas de amor
Mas para meu desencanto
O que era doce acabou
Tudo tomou seu lugar
Depois que a banda passou

E cada qual no seu canto
Em cada canto uma dor
Depois da banda passar
Cantando coisas de amor

Il tetso italiano di Antonio Amurri cantato da Mina

Una tristezza così
non la sentivo da mai
ma poi la banda arrivò
e allora tutto passò
volevo dire di no
quando la banda passò
ma il mio ragazzo era lì
e allora dissi di si
e una ragazza che era triste
sorrise all’amor
ed una rosa che era chiusa
di colpo sbocciò
ed una flotta di bambini festosi
si mise a suonare come fa la banda
e un uomo serio il suo cappello
per aria lanciò
fermò una donna che passava
e poi la baciò
dalle finestre quanta gente spuntò
quando la banda passò
cantando pace ed amor
Quando la banda passò
nel cielo il sole spuntò
e il mio ragazzo era lì
e io gli dissi di si
La banda suona per noi
La banda suona per voi
la..la..la..la..la..la..la
la..la..la..la..la..la..la
E tanta gente dai portoni
cantando sbucò
e tanta gente in ogni vicolo
si riversò
e per la strada
quella povera gente marcia felice
dietro la sua banda
Se c’era uomo che piangeva
sorrise perché
sembrava proprio che la banda
suonasse per lui
in ogni cuore la speranza spuntò
quando la banda passò
cantando cose d’amor
La banda suona per noi
La banda suona per voi
la..la..la..la..la..la..la
la..la..la..la..la..la..la
La banda suona per noi
La banda suona per voi
la..la..la..la..la..la..la
la..la..la..la..la..la..la
la..la..la..la..la..la..la
la..la..la..la..la..la..la

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