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A Whiter Shade Of Pale, Procol Harum (1967)

Un superclassico di generazione: non solo perché è stato uno dei grandi successi degli anni 60, ma anche perché, come per esempio Rain and Tears degli Aphrodite’s child, prende spunto da temi musicali della grande storia della musica.

A differenza del brano della band greca di Vangelis, che riprende quasi nota per nota il Canone di Johann Pachelbel, tuttavia, A Whiter Shade of Pale non si riferisce esattamente a una composizione di Johann Sebastuan Bach: è come se i giovani compositori  fosseri riusciti grazie all’organo Hammond a individuare una frase che è come la sintesi di diversi temi del grande vecchio di Eisenach, in particolare di due:  l'”Aria sulla Quarta Corda” dalla terza suite in re per orchestra BWV 1068 e il quarto movimento della cantata BWV 140 “Wachet auf, ruft uns die Stimme”), Signori questa è musica. E in più tutto l’insieme della composizione che vanta un testo ermetico che si presta a molte interpretazioni. è quanto di meglio ha offerto alla sua nascita il progressive rock, una via della ricerca musicale che ha prodotto molti capolavori.

Che cosa mai avranno voluto dire i cinque della band (e soprattutto l’autore del testo, Keith Reid, paroliere d’eccezione) con questo testo? La discussione continua ancora oggi un po’ come la questione omerica o chi era veramente William Shakespeare. Cos’è dunque questa tonalità più bianoca del pallido. In alcune interviste Reid ha parlato di sensazioni ed emozioni legate a un viaggio in corso (fra parentesi, Fandango è il nome di un locale che nella canzone sta per chiudere). Dove e da chi conduce il viaggio non si capisce e non si sa, mentre i più maliziosi pensano che la destinazione sia il letto di qualcuno.

In ogni caso A Whiter Shade Of Pale è stato uno dei più grandi successi degli anni 60 conquistando dappertutto il primo posto delle classifiche. Il dizionario del Pop Rock scrive che il gruppo composto da Gary Brooker, Matthew Fischer, Robin Trower, David Knights e B.J.Wilson “stupisce per linearità di intenti, per pulizia di espressione e, contemporaneamente, per maestosità di arrangiamenti”.

A Whiter Shade Of pale

We skipped a light fandango,
Turned cartwheels ‘cross the floor.
I was feeling kind of seasick,
But the crowd called out for more.
The room was humming harder,
As the ceiling flew away.
When we called out for another drink,
The waiter brought a tray.

And so it was that later,
As the miller told his tale,
That her face at first just ghostly,
Turned a whiter shade of pale.
She said there is no reason,
And the truth is plain to see
That I wandered through my playing cards,
And would not let her be
One of sixteen vestal virgins
Who were leaving for the coast.
And although my eyes were open,
They might just as well have been closed.
And so it was later,
As the miller told his tale,
That her face at first just ghostly,

Turned a whiter shade of pale.

 

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