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Afterglow, Genesis (1977)

La crisi economica sembra non finire mai, soprattutto perché sta rivelando uno strascico assai pericoloso quale è quello della destabilizzazione di alcune banche. Mentre i mercati finanziari sono un subbuglio, tuttavia, il clima economico generale è comunque fiducioso. La gente ricomincia a comprare e a far circolare idee e denaro. Un clima di moderata nostalgia e serenità: osservando le rovine lasciate dal passaggio della tempesta, da una parte si pensa con sollievo che il peggio è passato, dall’altra però si fa il conto dei danni e, soprattutto, di ciò a cui tenevamo e che è andato irrimediabilmente.

E’ l’atmosfera di Afterglow, la ballata dolce e malinconica con la quale i Genesis spesso chiudevano i loro concerti e che hanno mantenuto nella scaletta delle esibizioni per dieci anni, dal 1977 al 1987. Scritta da Tony Banks,  il brano faceva parte dell’album Wind & Wuthering (vento e tempesta), ed  è quello più conosciuto dell’Lp che fu una tappa controversa nella lunga entusiasmante e movimentata storia della band.

“Come la polvere che si posa dappertutto intorno a me (dopo un evento catastrofico) , devo trovare una nuova casa..”: comincia così il testo che rivela una forte capacità poetica da parte del tastierista dei Genesis. L’inizio dolce e malinconico ricorda una canzone natalizia  portata al successo da Frank Sinatra (Have Yourself A Merry Little Christmas) ed è questo andamento di serena malinconia che accarezza i sentimenti senza estenuarli che rende la canzone così apprezzata dai fan del gruppo ai tempi di Phil Collins. I puristi si chiedono a quale genere potrebbe appartenere perché sicuramente non è rock, ma un pop confidential che è poi quello che ha portato al successo il batterista – leader.

 

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