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Amore fermati, Fred Bongusto (1963)

La maggior parte delle canzoni sono legate per ciascuno di noi a ricordi di circostanze, amicizie, affetti, episodi particolari. Ce ne sono però alcune che riescono a restare incollate nella memoria più di altre. Come quelle che parlano d’amore e che sono cantate da una voce dolce e suadente, “confidential” come quella di Fred Bongusto.

“Forse è colpa della musica, ma non ti ho amato mai così”. Fred ha portato al successo molti brani confidenziali, come Una rotonda sul mare, Se tu non fossi bella, Malaga, Tre settimane, Spaghetti a Detroit,  Doce doce, Frida, Balliamo, Lunedì e Prima c’eri tu. Il cantante di Campobasso (vero nome Alfredo Antonio Carlo Buongusto) rappresentava una colonna sonora parellala a quella che progressivamente si stava affermando, la rivoluzione rock dei Beatles. Ma quanto piacevole e delicata. Alle discoteche che si stavano aprendo e stavano diventando sempre più gigantesche, resisteva il fronte dei piano bar, dei locali dalle atmosfere romantich,  delle voci che ti aiutano “a farle di’ de sì”. Accanto all’intrattenimento di massa, restava l’intimità dell’incontro a due.
Ed è consolante  constatare che queste canzoni ritornano ogni tanto nelle stazioni radio, non solo per scatenare la nostalgia del tempo passato, ma anche come riproposizione di pezzi di cultura popolare che entrano di diritto a far parte di tutto ciò che di buono in architettura, nel cinema, nelle arti si produceva in Italia negli anni 60 e 70  del ‘900. “Se tu non fossi bella come sei, io non avrei pietà, forse ti lascerei..”: tanti frammenti di buona cucina di paroliere restano nella memoria e ogni tanto ritornano, oasi di ricreazione nel flusso quotidiano di pensieri di problemi, avversità, paure, frustrazioni. “Una rotonda sul mare, il nostro disco che suona, vedo gli amici ballare, ma tu non sei qui con me”: malinconia felice di sentimenti semplici. “Spaghetti pollo e insalatina, a malapena riesco a mandar giù”, con quella città un po’ esotica, Detroit, che fa irruzione nell’immaginario canoro degli italiani. “Ma doce doce doce erano e vase, doce doce E tanto tristre ammore dirsi addio stanotte tremma impietto o core mio”, canta Bongusto in lingua napoletana. Amore fermati è firmata da Gorni Kramer, Terzoli e Zapponi, un trio che per anni allietò con i loro motivi e le loro parole i sabato sera degli italiani.

 

 

foto: www.radioitalia.it

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