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Ave Maria, Beyoncé (2008)

Beyoncé regina o diva guerriera di San Siro: questo il titolo prevalente della stampa il giorno dopo il concerto che il 18 luglio ha tenuto nello stadio milanese, unica tappa italiana del “Formation Tour”. Una meraviglia di soluzioni tecnologiche, di idee sceniche a ripetizione. Sul palco  il “Monolith“,un parallelepipedo di 18 metri che diventa rosso sulle note di “Formation” e poi si trasforma in uno schermo gigante: il vero palco nel quale e sul quale ballano la cantante texana e le sue ballerine.

Beyoncé Giselle Knowles-Carter soprannominata “Queen B” ha messo in mostra il suo enorme talento vocale, la sua infinita energia, il suo senso unico per il palcoscenico e il rapporto intenso e diretto con il pubblico. Da quando h esordito, nel 1997 con il girl group Destiny’s child ha venduto 160 milioni di dischi, di cui 60 con le compagne del gruppo e 100 da solista cantando brani di tanti generi pop: dance, R&B, ballad e Hip Hop, con diverse cover, come Purple Rain che ha cantato a Milano in omaggio a Prince.

Nel suo terzo album “I Am…Shasha Fierce” del 2008, Beyioncé introdusse questa singolare Ave Maria che è una reinterpretazione del celeberrimo pezzo di Franz Schubert in forma di ballata che scrisse insieme ad Amanda Ghost, Ian Dench e Makeba Riddick e i due Stargate. E’ un pezzo estremamente adatto a mettere in evidenza le sue capacità canore “eccezionalmente espressive” come scrisse la critica. L’ispirazione venne a lei e alla Ghost che erano in procinto di sposare i rispettivi fidanzati ed è per questo che il brano ha grande successo come colonna sonora di matrimoni, soprattutto se è a disposizione una cantante con caratteristiche vocali quanto meno paragonabili.

 

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