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Avec le temps, Léo Ferré (1970)

Avec le temps è uno dei grandi classici della canzone francese è il brano più noto composto nella grande stagione dei cantautori. Quando non si faceva solo musica commerciale e la gente ascoltava questi menestrelli degli anni 60 e 70 anche perché le loro parole e le loro note colpivano il cuore e le mente. Facevano pensare, lasciavano il segno. Non erano “progetti” ben studiati a tavolino seguendo i miliardi di dati personalizzati che hanno oggi a disposizione gli operatori del mondo della discografia.

Prendete uno dei più interessanti, Léo Ferré, talento musicale precoce e anima del clima critico e ribelle della seconda metà del secolo scorso. Cantore del libero formarsi della propria identità, nemico delle dittature e dunque amico e protettore degli esuli, Ferré scelse la Toscana come terra di elezioni (era nato a Montecarlo nel Principato di Monaco) dopo anni di militanza nei movimenti giovanili e operai della fine degli anni 60.

In ogni sua opera mostrò una straordinaria sensibilità artistica sia nella composizione musicale sia anche nei testi per questo la sua presenza nel mondo della canzone influenzò i suoi colleghi europei. Avec le temps, in particolare, è un brano che ha favorito numerose cover dai più impegnati cantanti francesi e italiani. Ferré ha raccontato di averla scritta in due ore nei mesi del suo trasferimento in Italia. E’ il canto della disillusione della malinconia. Forse era anche un modo per esorcizzare la tristezza degli addii. Con il tempo passa tutto, ciò che si riteneva più importante e soprattutto le sciocchezze che si sono dette e fatte. Si dimenticano anche le semplice parole degli affetti, quelle della “povera gente”. Alla fine si smette di amare. Sembra il canto della disperazione e invece è quello della presa di coscienza: tocca a te far tesoro di incontri e di sentimenti. Non lasciare che il tempo li annienti.

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