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Baby, It’s Cold Outside, Idina Menzel e Michael Bublé (2014)

Il jazz ti può cambiare la vita come dice Wynton Marsalis, che lo pratica e lo insegna al Lincoln Center di New York. E non la cambia solo per il povero Andrew, protagonista del film Whiplash, che studia batteria jazz proprio al Lincoln, la più prestigiosa ed importante scuola di musica della Grande Mela,  ma incontra Fletcher un professore pazzo che impone la creatività e la tecnica con la tortura psicologica. La può cambiare anche provocando una reazione di totale rifiuto in un’anima portata alla spiritualità e al radicalismo religioso.

E’ quanto raccontano Ian Buruma e Avishai Margalit in un  saggio, Occidentalismo, che parla delle correnti di pensiero che, a est come a ovest, a sud come a nord,  hanno nutrito l’ostilità contro la razionalità e l’illuminismo dell’Occidente fino a teorizzarne l’attacco violento. Fra i maestri del radicalismo religioso di matrice islamica c’è anche Sayyid Qutibi, che alla metà del secolo scorso divenne un attivista dei Fratelli Musulmani dopo un viaggio negli Stati Uniti. Sayyid fu disgustato dalla società americana, raccontano gli autori, e tra gli episodi che gli parvero “orripilanti e sbalorditivi” ci fu lo spettacolo di giovani donne che ballavano al ritmo di una canzone, Baby, It’s Cold Outside: Come possono pastori e sacerdoti attirare i fedeli facendoli ballare con la musica jazz?, si domandò lo studioso in cerca di una purezza senza compromessi.

Era il 1948, l’anno nel quale l’autore, Frank Loesser vendette i diritti della canzone all’MGM che la inserì l’anno dopo nel film La Figlia di Nettuno con Esther William e Red Skelton. Fu un enorme successo: non solo Loesser vinse l’Oscar per la migliore canzone originale, ma il brano fu immediatamente adottato dai più importanti interpreti americani, restando un pilastro dei repertori natalizi ancora fino al 2014, quando Michael Bublé e Idina Menzel l’hanno inserita nell’album Holiday Wishes.

Baby, it’s Cold Outside fu infatti scritta da Loesser in forma di duetto che interpretava con la moglie. E’ un dialogo fra due personaggi, uno maschile e uno femminile, nel quale il primo con tono seduttivo cerca di convincere la seconda a restare da lui perché “fuori fa freddo”. Lei è preoccupata per quello che penseranno i familiari e i vicini se non torna. “non posso, non posso, devo andare”, ma non si decide mai, perché fuori davvero fa freddo e, come sostiene lui tentatore, si potrebbe anche prendere una polmonite. Insomma una situazione che più “pop” non si può, stuzzichina ma del tutto innocua anche per le morali familiari più rigide

 

 

 

 

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