energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Bandiera bianca, Franco Battiato (1981)

Sul ponte sventola bandiera bianca. Sì, il cantante impegnato si arrende. Accetta la girandola della vita, non cerca di farla girare secondo i suoi desideri e le sue illusioni. Signori, arrivano gli anni 80: rimettiamoci la maglia, i tempi stanno per cambiare.

Più che un concept album, La Voce del Padrone (1981), il vinile che lanciò definitivamente Battiato fra le stelle della musica popolare italiana, è un Ph-album, un album filosofico. Filosofico nel senso più anticonformista della parola. In realtà le canzoni raccontano di un mondo che va in pezzi, dove si mettono alla berlina, miti, oggetti, idee, ideologie, abitudini che fino ad allora erano considerati intoccabili. I suoi giudizi sono aforismi taglienti alla Karl Kraus o alla Theodor Adorno, ma con un approccio rovesciato: i suoi “minima”. i suoi giudizi brucianti,  non sono “moralia”, ma  “immoralia”, immorali nel senso che rovesciano “il corretto” politicamente e socialmente e gli stereotipi che circolano senza incontrare resistenza. E in questo sono profondamente morali perché rifiutano riti ormai privi di significato e feticci dell’età del consumismo. Quante squallide figure che attraversano il paese, com’è misera la vita negli abusi di potere. Allora è meglio mettere in crisi tutto, anche la grande musica, quella sua , dei Dylan e dei Sinatra, ma anche quella colta di Vivaldi, per andare alla ricerca di un centro di gravità permanente (altro pezzo dell’album), magari on a solitary beach. Il che potrebbe sembrare molto presuntuoso, se la musica composta da Battiato non fosse davvero innovativa.
Nell’album il cantante siciliano ha fatto tesoro di tutti gli esperimenti dei vari generi musicali, rock progressive compreso, del decennio precedente, per trovare una misura melodica che lo distingue davvero da molti anche importanti autori di quegli anni. L’insieme, musica e testo, è così in sintonia con le trasformazioni che nei primi anni 80 stavano avvenendo nella società italiana, che l’Lp vendette in quell’anno un milione di copie, restando sette mesi primo in classifica.
Negli anni successivi, Battiato non ha mai smesso di proseguire nella sua ricerca, occupandosi di filosofie orientali, di esoterismo, di pittura, insomma di tutto ciò che potesse aiutarlo a ritrovare quel mondo equilibrato dove tutto si tiene, le cose sono chiare  e soprattutto sono ridotte al minimo “le immondizie musicali”. Segno di una totale sincerità della sua visione artistica, che rende Bandiera bianca ancora di più un pezzo d’arte musicale.

Bandiera bianca 

Mr. Tamburino non ho voglia di scherzare
rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare
siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro.
Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare
quei programmi demenziali con tribune elettorali
e avete voglia di mettervi profumi e deodoranti
siete come sabbie mobili tirate giù uh uh.
C’è chi si mette degli occhiali da sole
per avere più carisma e sintomatico mistero
uh com’è difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano.
Quante squallide figure che attraversano il paese
com’è misera la vita negli abusi di potere.

Sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca.

A Beethoven e Sinatra preferisco l’ insalata
a Vivaldi l’ uva passa che mi dà più calorie
uh! com’è difficile restare calmi e indifferenti
mentre tutti intorno fanno rumore
in quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore.
Ho sentito degli spari in una via del centro
quante stupide galline che si azzuffano per niente
minima immoralia
minima immoralia
e sommersi soprattutto da immondizie musicali.

Sul ponte ecc.

minima immoralia…
The end
my only friend this is the end
sul ponte ecc.

Foto: http://www.newsmag.it/8085/musica/franco-battiato-a-bisceglie-un-live-memorabile-tra-costellazioni-e-stelle-cadenti

Print Friendly, PDF & Email
Translate »