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It’s a Man’s Man’s Man’s World, James Brown (1966)

Questo  mondo è dell’uomo, questo mondo è dell’uomo, ma è un bel mondo? Tutto quello che ha inventato, dall’auto al treno, dalla luce elettrica al denaro per comprare da altri uomini non è niente se non ha una donna o una ragazza. Senza amore si perde nel deserto e nell’amarezza. 

It’s a Man’s Man’s Man’s World, è una ballata composta nel 1966 da James BrownBetty Jean Newsome è uno dei più trascinanti pezzi di blues – soul del secolo ventesimo ed è fra quelli che ne confermano le grandi doti di compositore.

Del resto il suo autore è stato il capostipite dei grandi artisti afroamericani che hanno conquistato il mondo: più di ogni altro ha rappresentato fino alla sua morte, nel 2006, l’anima dei neri d’America. Lui avvertiva di essere un punto di riferimento e per questo fu tra coloro che intervennero per calmare le folle quando fu assassinato Martin Luther King.

“Un’ irresistibile macchina di ritmi e di tumultuose energie psicofisiche”, come viene definito nei dizionari del pop-rock. Con una voce dai timbri ed estensioni incredibili al punto che Nino Ferrer, cantante francese di origine italiana (si chiamava  Agostino Arturo Maria Ferrari) nel 1967 lanciò la canzone “La pelle nera” che era nello stesso tempo un omaggio ai grandi cantanti soul e un manifesto contro il razzismo. Ecco il testo: “Eeeh dimmi wilson pickett – eeeh dimmi tu james brown – questa voce dove la trovate  – signor king signor charles signor brown – io faccio tutto per poter cantar come voi ma non c’e’ niente da fare non ci riusciro’ mai – io penso che sia soltanto per il mio color che non va – ecco perché io vorrei la pelle nera – vorrei la pelle nera”

 

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