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Careless Whisper, George Michael & Wham (1984)

Un’altra brutta notizia in questo tormentato Natale 2016. E’ morto George Michael. Il cantante britannico, che negli Anni 80 fondò con Andrew Ridgeley gli Wham!, e che nel corso della sua carriera ha venduto 100 milioni di dischi. Aveva 53 anni. “E’ con grande tristezza che confermiamo che il nostro amato figlio, fratello e amico George si è spento serenamente nella sua casa“, ha reso noto il portavoce dell’artista, Michael Lippman. Suo uno dei più grandi successi natalizi, “Last Christmas”, di nuovo la conferma che il destino può essere sorprendentemente ironico. Lo ricordiamo con un altro dei suoi grandi successi, Careless Whisper.

L’assolo di sassofono di True degli Spandau Ballet ricorda che i primi a inserire questo strumento in una musica rock furono i Pink Floyd con la memorabile esecuzione di Dick Parry in Shine on You Crazy Diamond. Dalla cattedrale del rock in poi sono numerosi i pezzi musicali di successo che contengono le vibrazioni suggestive di questo strumento dell’età moderna.

Parleremo di Sultan Of Swing dei Dire Straits. Ora concentriamoci sulla miglior canzone di George Michael e del suo gruppo i Wham, Careless Whisper, intitolata anche Never Gonna Dance Again, uno dei brani rock più ripresi e più eseguiti della storia di questo genere di musica popolare. Idolo delle ragazzine, George chiuse la sua carriera con i Wham nel 1986. L’addio del cantante di orgine greca e di nascita britannica fu celebrato a Wembley di fronte a 70mila persone, ma già negli anni immediatamente precedenti il cantante aveva cominciato a distinguersi dal suo gruppo con i quali aveva prodotto tre album, tutti e tre ai primi posti delle classifiche.

Careless Whisper fu la prima volta che George andava da solo anche se continuava a presentarsi ai concerti con il gruppo. A parte lo stupendo riff per sassofono che regge tutta la composizione, l’aspetto più interessante è dato da un testo dei “sussurri a ruota libera”, che il suo autore ha in qualche modo ripudiato. Gli seccava, come ha spiegato in un’intervista, di aver composto versi che poco corrispondevano alla sua sensibilità del momento, ma che avevano avuto un’enorme accoglienza da parte degli ascoltatori. Estremo, e probabilmente ultimo, rammarico di chi vorrebbe essere artista vero, ma si accorge che è il pubblico alla fine che decide quali delle cose che fai possono avere successo, soprattutto quello che porta molti soldi.

 

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