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Cathedral, Crosby, Stills & Nash (1977)

Il sogno lontano della West Coast americana, dove la creatività era sacra e le libertà individuali rispettate senza contrasti né ambiguità, ha condizionato un’intera generazione di giovani intellettuali.

Sul piatto dei giradischi, questo sogno partiva dalla musica di Crosby, Stills, Nash & Young (che si aggiungeva di tanto in tanto), cantori di un folk rock/pop gradevole e ricco di messaggi che parlavano al cuore tormentato degli anni 70. Dai critici furono considerati come la risposta americana ai Beatles, ed effettivamente ebbero un lungo periodo di successi. Fra le loro canzoni, una delle più belle e singolari dal punto di vista compositivo e da quello del testo è Cathedral, hit contenuta nell’album CSN del 1977. Il sogno questa volta è favorito dall’LSD, ma l’esperienza che la canzone fa vivere nella cattedrale di Winchester è tutt’altro che rilassata. Anzi. I’m flying in Winchester Cathedral, canta Nash, che è colpito dalla grandiosità del grande tempio cristiano carico di storia, racconti, esperienze umane. Il volo però porta a riflessioni amare su come la religione è stata vissuta nei secoli, quando “troppa gente ha mentito nel nome di Cristo e troppa gente è morta nel nome di Cristo”; “And now I’m standing on the grave of a soldier that died in 1799, And the day he died it was a birthday, and I noticed it was mine”. Ora sono di fronte alla tomba di un soldato che è morto nel 1799, proprio il giorno del compleanno, che  mi sono accorto era anche il mio. Ciò che è accaduto nel passato può sempre ritornare. Così la mia testa non sapeva più chi ero  e sono andato all’indietro nel  tempo. Dunque è meglio andarsene, nell’aria della cattedrale ci sono tutte le premesse per avere grandi delusioni,  aprite i cancelli. Datemi tempo e starò meglio.

 

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