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Rain and Tears, Aphrodite’s Child – Vangelis (1968)

Quando si chiamava Evanghelio Papathanassiou, un giovane Vangelis creativo e ribelle era andato nella Parigi sessantottina insieme a due amici ( Demis Roussos e Lucas Sideras) con i quali ad Atene aveva formato un gruppo rock.  La loro meta in effetti sarebbe dovuta essere Londra, ma i tre rimasero bloccati a Parigi sconvolta dai moti di maggio e decisero di tentare la scalata al successo all’ombra della torre Eiffel. Ci riuscirono al secondo colpo quando, con il nome Aphrodite’s Child,  il figlio di Venere, i tre pubblicarono Rain & Tears, un astuto arrangiamento rock – melodico del celeberrimo Canone settecentesco di Johan Pachelbel .

Un pezzo che ha furoreggiato per anni nelle discoteche e nelle festicciole dei teens.  I tre riescono a mantenere i primi posti delle hit parade con It’s Five O’Clock e Spring, Summer, Winter and Fall, fino a che – destino ricorrente quando si incontrano/scontrano creatività e personalità forti – nel 1970 si separarono. Due anni dopo riapparvero con un concept postumo, 666, dove spiccava Kouloris, primo brano del nuovo corso di Vangelis.

Vangelis è scomparso il 19 maggio all’età di 79 anni. Dopo lo scioglimento degli Aphrodite’s Child Vangelis intraprese una carriera di produttore, arrangiatore e autore di colonne sonore. Dopo fortunate collobaroziani con il cantante degli Yes, Jon Anderson, il grande successo arrivò con la colonna sonora di Momenti di Gloria il film di Hugh Hudson per la quale vinse l’Oscar e poi con quella per Blade Runner di Ridley Scott. Mago della tastiera, artista della musica elettronica, numerosi sono i pezzi  che hanno alimentato la sua fama di geniale compositore.

 

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