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Dance Me To The End Of Love, Leonard Cohen (1984)

Anche il teatro classico rende omaggio a Leonard Cohen, morto il 7 novembre a Los Angeles a 82 anni. Alla fine dell’Edipo Re di Sofocle presentato inn questi giorni di novembre alla Pergola di Firenze, la Compagnia Mauri Sturno ha inserito come colonna sonora del sipario proprio Dance Me To the End of Love, uno dei pezzi più conosciuti della sua produzione matura.

Cohen fa parte di quel momento di transizione ad alta intensità creativa fra la fine degli anni 60 e l’inizio del decennio successivo, dal rock delle origini al travolgente prog rock, cavalcarono anche i poeti.

In Italia è il momento di De André, di Dalla, dei grandi cantautori tutti insieme, impegnati nella ricerca di una musica impegnata, ma importante sul piano della composizione, nella quale il messaggio di parole non banali si accompagna a frasi musicali nelle quali si sentono, in perfetto equilibrio la tradizione e l’antico. Un momento di alta creatività, nel quale fa irruzione un artista canadese. Nato a Montreal da una famiglia ebrea, Leonard Cohen, poeta vero passato alla musica più per ragione che per sentimento, arriva in Italia con le sue prime raccolte di canzoni e ottiene un immediato successo. Piaceva la sua voce da “rasoio arrugginito”, la dolcezza delle sue melodie. Piacevano i suoi testi malinconici nei quali la più varia gamma delle espressioni d’amore si mescolava a meditazioni profonde sulla vita, la religione, i grandi temi dell’esistenza. Suzanne (1966), per esempio, uno dei pezzi più ascoltati, quella che lo lanciò a livello internazionale, ma anche Famous Blue Raincoat, The Partisan, So Long Marianne, Chelsea Hotel #2, Sisters of Mercy, Hallelujah, Waiting for the Miracle, Tower of Song, First We Take Manhattan.

La sua produzione nel tempo si è arricchita di sonorità, esperienze e pop europei. Dal 1980 ha sviluppato la sua arte compositiva con sonorità elettroniche e cori femminili. Di questo decennio fa parte Dance Me To The End of Love (1984) della quale consiglio anche la versione che ne ha fatto il pittore italo-scozzese Jack Vettriano, che ne ha colto totalmente la suggestione artistica. Portami a ballare fino alla fine dell’amore, portami alla tua bellezza con un violino ardente, fammi ballare superando la paura finchè potrò essere al sicuro, alzami come un ramo d’ulivo e diventa la colomba che mi riconduce a casa. Fammi vedere la tua bellezza quando tutti i testimoni se ne sono andatii. Parole bellissime  che ricordano come potenza espressiva e sentimento d’amore i versi del Cantico dei Cantici. Eccone altre: Portami ballando ai bambini che chiedono di nascere, conducimi attraverso i sipari che i nostri baci hanno logorato, alza una tenda di difesa ora, anche se ogni filo è lacerato. Il tema eseguito dal “burning violin”  è molto vicino alla tradizione musicale ebraica.

Dance me to your beauty with a burning violin
Dance me through the panic ‘til I’m gathered safely in
Lift me like an olive branch and be my homeward dove
Dance me to the end of love
Dance me to the end of love
Oh let me see your beauty when the witnesses are gone
Let me feel you moving like they do in Babylon
Show me slowly what I only know the limits of
Dance me to the end of love
Dance me to the end of love

Dance me to the wedding now, dance me on and on
Dance me very tenderly and dance me very long
We’re both of us beneath our love, we’re both of us above
Dance me to the end of love
Dance me to the end of love

Dance me to the children who are asking to be born
Dance me through the curtains that our kisses have outworn
Raise a tent of shelter now, though every thread is torn
Dance me to the end of love

Dance me to your beauty with a burning violin
Dance me through the panic till I’m gathered safely in
Touch me with your naked hand or touch me with your glove
Dance me to the end of love
Dance me to the end of love
Dance me to the end of love

Conducimi fino alla tua bellezza con un violino ardente
Conducimi attraverso il panico finchè potrò essere al sicuro
Alzami come un ramo d’ulivo e diventa la colomba che mi riconduce a casa
Conducimi fino alla fine dell’amore
Conducimi fino alla fine dell’amore

Oh fammi vedere la tua bellezza quando i testimoni sono andati
Fammi sentire il tuo movimento come fanno in Babilonia
Mostrami lentamente ciò di cui solo io conosco i limiti
Conducimi fino alla fine dell’amore
Conducimi fino alla fine dell’amore

Conducimi alla cerimonia nuziale ora, conducimi senza fermarti
Conducimi molto teneramente e molto a lungo
Siamo entrambi sotto il nostro amore, siamo entrambi sopra
Conducimi fino alla fine dell’amore
Conducimi fino alla fine dell’amore

Conducimi ai bambini che chiedono di nascere
Conducimi attraverso i sipari che i nostri baci hanno logorato
Alza una tenda di difesa ora, anche se ogni filo è lacerato
Conducimi fino alla fine dell’amore

Conducimi fino alla tua bellezza con un violino ardente
Conducimi attraverso il panico finchè potrò essere al sicuro
Toccami con le tue mani nude o toccami con il tuo guanto
Conducimi fino alla fine dell’amore
Conducimi fino alla fine dell’amore
Conducimi fino alla fine dell’amor
e

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