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Don’t Give Up, Peter Gabriel (1986)

Ecco una canzone che fa bene riascoltare in questi tempi così aridi e infelici. Non ti arrendere mai, perché questa è l’unica medicina che funziona

Don’t Give Up without a fight, raccomandavano anche i Pink Floyd in The Wall, uno dei brani più forte. Siamo in piena era Thatcher. L’ondata irrefrenabile di liberalizzazioni e privatizzazioni accompagnata da tecnologie che accrescono la produttività, ma uccidono i posti di lavoro. Molti sono coloro che restano senza lavoro, è una crisi senza precedenti nella Gran Bretagna del dopoguerra. Gabriel che ormai ha lasciato da più di dieci anni e mitici Genesis è impegnato in un’attività di compositore e cantante alla ricerca da una parte di nuovi stili e nuovi generi: la sua formazione di grande inventore di rock progressive lo porta a proseguire la ricerca e la sperimentazione. Nello stesso tempo si è lanciato in una serie di iniziative come testimonial impegnato per Amnesty International nella difesa dei diritti civili. Un periodo di ricerca che culminò nel 1986 con il suo capolavoro, So, il suo quinto album. “Il nuovo disco – scrive Chris Welch, biografo di Gabriel – possedeva energia e qualità tali da elevare l’artista, dall’oggi al domani, fra i grandi del suo tenpo”.

Nell’album c’erano Red Rain e Sledgehammer, ma c’era soprattutto Don’t Give Up cantato in duetto con Kate Bush. La canzone si ispirava alla vita dei contadini vittime della Grande depressione americana degli anni 30, ma in realtà riguarda tutte le vittime della disoccupazione. “Era una canzone semplice e profonda – scrive ancora Welch – una miscela perfetta”, che colpì al cuore gli ascoltatori di quegli anni. Del resto lo stesso autore era consapevole di avere scritto un pezzo geniale che all’inizio doveva essere una ballata country e che invece alla fine è un passo avanti sulla strada del Prog Rock. “La musica che amo – ha spiegato Gabriel – è proprio quella che mi commuove e mi fa venire i brividi”. Non ho mai pensato che avrei fallito, dice il testo, ho cambiato faccia e cambiato nome, ma nessuno ti vuole se sei un perdente. Ma a fare da controcanto c’è la bella voce di Kate Bush che consola: non ti arrendere, tu hai degli amici, tu puoi farcela, tu hai noi.

 

Don’t GIve Up

Don’t Give Up (video)

The Book of Love

in this proud land we grew up strong
we were wanted all along
I was taught to fight, taught to win
I never thought I could fail

no fight left or so it seems
I am a man whose dreams have all deserted
I’ve changed my face, I’ve changed my name
but no one wants you when you lose

don’t give up
‘cos you have friends
don’t give up
you’re not beaten yet
don’t give up
I know you can make it good

though I saw it all around
never thought I could be affected
thought that we’d be the last to go
it is so strange the way things turn

drove the night toward my home
the place that I was born, on the lakeside
as daylight broke, I saw the earth
the trees had burned down to the ground

don’t give up
you still have us
don’t give up
we don’t need much of anything
don’t give up
‘cause somewhere there’s a place
where we belong

rest your head
you worry too much
it’s going to be alright
when times get rough
you can fall back on us
don’t give up
please don’t give up

‘got to walk out of here
I can’t take anymore
going to stand on that bridge
keep my eyes down below
whatever may come
and whatever may go
that river’s flowing
that river’s flowing

moved on to another town
tried hard to settle down
for every job, so many men
so many men no-one needs

don’t give up
‘cause you have friends
don’t give up
you’re not the only one
don’t give up
no reason to be ashamed
don’t give up
you still have us
don’t give up now
we’re proud of who you are
don’t give up
you know it’s never been easy
don’t give up
‘cause I believe there’s the a place
there’s a place where we belong

 

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