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Due Note, Mina (1961)

Due Note? Perché questa che non è certo la canzone più bella e più famosa della grande cantante? Che razza di modo di cominciare a parlare di un’artista di quel calibro…

Due Note, perché è la canzone dell’Italia di quell’anno, quando si festeggiava il centenario dell’unità senza polemiche e con il sorriso sulla bocca. La guerra era finita da 16 anni e le crisi postmoderne e post debito 120% del Pil erano davvero lontane. Ci saranno altre occasioni per occuparci di altri pezzi assai più rappresentativi del talento della Tigre di Cremona. Due Note era la sigla finale di Canzonissima di quell’anno condotta magistralmente da Aroldo Tieri, Alberto Lionello e Lauretta Masiero. Era la terza edizione della trasmissione che teneva il sabato gli italiani incatenati a casa e fu vinta da un classico del canzoniere italiano: Romantica cantata da Tony Dallara. Scritta da Antonio Amurrri, Bruno Canfora e Faele, Due Note dava il titolo all’album (con la copertina orrenda) che Mina pubblicò in quell’anno e che conteneva altri pezzi importanti come Piano, divenuta una hit internazionale, Le Mille Bolle Blu e Come Sinfonia scritta da Pino Donaggio.  “Due note si dondolano nel cielo sopra una nuvola”: un testo semplice e dolce, come semplici erano i sentimenti e i bisogni degli italiani di quel tempo che sicuramente è stato quello più sereno del dopoguerra. Erano cominciati gli anni del boom e c’era anche un “italian dream” che si poteva realizzare. L’industria tirava, e l’Italia aveva un ruolo importante in settori che allora erano di avanguardia assoluta come quello dello sviluppo dei calcolatori elettronici. Olivetti, con 150 sedi in tutto il mondo, era una delle più importanti multinazionali di allora e il suo fondatore, Adriano, aveva realizzato un sistema di welfare industriale per i suoi operai che sarebbe dovuto diventare un modello per l’intera comunità italiana. Per non parlare dell’Eni di Enrico Mattei e di tante altre eccellenze che sono state smantellate più o meno volontariamente e con il concorso di tanti distruttori, non solo italiani e per lo più senza scrupoli. Ma allora era bello cullarsi nell’idea di un popolo che si era risollevato con sacrifici enormi dagli errori fatti nella prima metà del secolo. Questo segnale volle lanciare Torino 61, l’esposizione del centenario che, in un’Italia divisa ideologicamente, rappresentava l’avvio della riconciliazione e del benessere ritrovato.

 

Due note
si dondolano nel cielo
sopra una nuvola
sono due note
della mia canzone
forse son quelle
che cantano il mio amor
per te, per te, per te.
Due note
si muovono nell’aria
come due rondini,
volano in alto
veloci verso il sole
sembrano stelle
quando si fa sera,
due notine d’argento
che portano il mio cuore da te

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