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Earth Song, Michael Jackson (1995)

Il grido di allarme sul futuro del pianeta, minacciato dal saccheggio e l’abuso dell’uomo, sale da questa canzone di Michael Jackson: cosa abbiamo fatto al mondo, guarda cosa abbiamo fatto.

Nessuno era allora e sarebbe mai stato dopo più efficace di lui nel lancio di un canto ecologista. Perché MIchael Jackson è stato la più grande e insuperata pop star della storia musicale mondiale. Nessuno ha mai avuto dubbi sul fatto che Jackson ha inventato, condizionato, esaltato quanto di meglio poteva esserci nella composizione musicale e nella sua traduzione in spettacolo nel corso di  tre decenni: dalla fine degli anni 70 fino alla sua morte, tragica e prematura avvenuta nel 2009. Talento assoluto, il cantante nato a Gary nell’Indiana, davvero rappresentava e anticipava sensibilità e gusti, tendenze e opinioni. Ed anche l’impegno sociale e, soprattutto, quello ecologico corrispondeva pienamente al maturare della coscienza di gran parte dell’umanità. Nel 1992 aveva fondato la “Heal the World Foundation”, per combattere la fame e la povertà soprattutto dei bambini, che aveva un carattere ecologista. A questa fondazione aveva devoluto tutto l’incasso di uno dei tour più clamorosi e spettacolari della sua carriera, il Dangerous World Tour (1992). La fondazione interviene con finanziamenti e donazioni laddove nel mondo ci sono bambini che soffrono, attività che ha fatto di Jackson una della più grandi figure umanitarie di tutti i tempi, entrando nel guinness dei primati per aver donato in beneficenza più di chiunque altro. Dettagli della sua vita e la sua attività li potete leggere su wikipedia.

Il canto della terra (Earth Song) rappresenta come il punto di incontro fra la sua attività di talentoso inventore di spettacolo pop e la sua sensibilità ecologistica. Fra l’altro, l’intera sua esistenza, costellata di disavventure e vere e proprie avversità del destino (pensiamo all’incendio che gli procurò ustioni gravi mentre girava uno spot per la Pepsi Cola nel 1984 e che lo rese per anni dipendente dagli antiolorifici), confrontandosi drammaticamente con gli effetti negativi di un tale immenso successo, è stata l’espressione di una costante ricerca più o meno riuscita, più o meno gestita dalla sua personalità, di un equilibrio fra desideri, affetti, passioni e spinte alla solidarietà umana. Anche quella continua ossessione di trasformare il suo corpo, che fu causa indiretta della sua morte, esprime questa ansia dell’equilibrio psico affettivo che non era mai riuscito a raggiungere.

“Did you ever stop to notice the crying Earth the weeping shores?”, ti sei mai fermato a osservare la Terra che piange, queste coste che piangono?. E’ un canto disperato  quello che esce dal cuore di Michael, “dove sono tutte le cose che avevi detto che ci saremmo guadagnati? Il video creato dallo stesso Jackson David Foster e Bill Bottrell e girato in quattro diverse regioni del mondo è impressionante per la sua forza drammatica: si vedono gigantesche macchine che distruggono una foresta, carcasse di animali uccisi in modo indiscriminato, scene di distruzione e di dolore provocate dalla guerra (la ex Yugoslavia), ciminiere inquinanti, il paesaggio desolato dell’Africa. Ma non si tratta di affermare un’apocalissi del pianeta. Questi animali rinasceranno, le foreste risorgeranno e l’uomo riconquisterà il suo rapporto ragionevole con il suo ambiente: è un messaggio di speranza e di impegno quello che il cantante lancia alla fine e al quale, con tutte le contraddizioni che caratterizzano l’età contemporanea, si è attenuto per il resto della sua vita.

Earth Song

What about sunrise?
What about rain?
What about all the things
That you said we were to gain?
What about killing fields?
Is there a time?
What about all the things
That you said were yours and mine?

Did you ever stop to notice
All the blood we’ve shed before?
Did you ever stop to notice
This crying Earth, these weeping shores?

Chorus:
Aaaaaaaaaah Oooooooooh
Aaaaaaaaaah Oooooooooh

What have we done to the world?
Look what we’ve done
What about all the peace
That you pledge your only son?

What about flowering fields?
Is there a time?
What about all the dreams
That you said was yours and mine?

Did you ever stop to notice
All the children dead from war?
Did you ever stop to notice
This crying earth, these weeping shores?

Chorus

I used to dream
I used to glance beyond the stars
Now I don’t know where we are
Although I know we’ve drifted far

Chorus x2

Hey, what about yesterday
(What about us)
What about the seas
(What about us)

The heavens are falling down
(What about us)
I can’t even breathe
(What about us)

What about apathy
(What about us)
I need you
(What about us)

What about nature’s worth
(Oooh, oooh)
It’s our planet’s womb
(What about us)

What about animals
(What about it)
We’ve turned kingdoms to dust
(What about us)

What about elephants
(What about us)
Have we lost thier trust
(What about us)

What about crying whales
(What about us)
We’re ravaging the seas
(What about us)

What about forest trails
(Oooh, oooh)
Burnt despite our pleas
(What about us)

What about the holy land
(What about it)
Torn apart by creed
(What about us)

What about the common man
(What about us)
Can’t we set him free
(What about us)

What about children dying
(What about us)
Can’t you hear them cry
(What about us)

Where did we go wrong
(Oooh, oooh)
Someone tell me why
(What about us)

What about babies
(What about it)
What about the days
(What about us)

What about all their joy
(What about us)
What about the man
(What about us)

What about the crying man
(What about us)
What about Abraham
(What about us)

What about death again
(Oooh, oooh)
Do we give a damn

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