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Nagorny Karabach, Einstuerzende Neubauten (2007)

Settembre 2015, è un momento di scelte cruciali. L’Europa è presa d’assalto dai disperati annichiliti e scacciati dalle loro case a causa di guerre che non hanno mai fine, l’Italia deve uscire dal pantano della criminalità e della paralisi delle istituzioni. Impossibile stare nel mezzo, nascondersi in un enclave, rifiutarsi di accettare le responsabilità. Se lo fai, alla fine non ti basta più la tranquillità di un bel paesaggio e la solitudine: speri che la città si prenda cura di te, che la tua compagna ti venga a trovare: “Vieni a farmi visita ho un’infinità di tempo e la vista è delle migliori sopra le nuvole e la città in Nagorny Karabach”, canta Blixa Bargeld (alias Christian Emmerich) uno dei fondatori degli Einstuerzende Neubauten, il gruppo tedesco che dagli inizi degli anni 80 sperimenta un rock sperimentale fatto di suoni “industrial”.

Nagorny Karabach fa parte di Alles Wieder Offen, il decimo album della band pubblicato nel 2007. Certo, dopo le delusioni della fine del secolo, l’affermarsi di una società basata soltanto sul denaro e la promozione individuale, è forte la tentazione di andare a scegliersi un enclave come quella piccola repubblica stretta fra l’Armenia e l’Azerbajan che all’inizio degli anni 90 fu teatro di uno dei conflitti periferici che accompagnarono la fine dell’impero sovietico. “Qui sono alle prese con qualcosa nell’enclave del mio cuore nel quale mi perdo in Nagorny Karabach”, canta Bargeld (in italiano il soprannome significa: denaro in contanti). Scegliti dunque un enclave senza prendere una decisione netta e aspetta che qualcuno ti venga in aiuto.

A Berlino i tre componenti originali, Blixa e i percussionisti Mufti F.M.Einheit (Franz Strauss) e N.U.Unruh (Andrew Chudy, di New York) decisero di dare al gruppo un nome che in italiano suona “nuovi edifici che crollano” per riferirsi all’edilizia del dopoguerra più economica ma meno solida e sicura di quella dell’inizio dello scorso secolo. Era una scelta “post punk”, parte integrale del movimento artistico musicale “Gerniale Dilettanten”, che richiamava la natura sperimentale del lavoro della band basato sul suono – rumore degli strumenti della fabbrica e del cantiere. Strumenti basati sui materiali di scarto del degrado urbano.

Del resto il contributo tedesco alla storia del rock è legato al forte sperimentalismo che nella musica portò per esempio Karl Heinz Stockhausen e il gruppo di Darmstadt. Fra gli album della band che ha cambiato molti elementi e che ha passato momenti di crisi e incertezza, Alles Wieder Offen viene considerato dalla critica quello che maggiormente raggiunge un equilibrio fra musica testo e rumori “industrial”.

 

 

 

 

 

 

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