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Eri Piccola Così, Fred Buscaglione (1958)

Una meteora povero Fred. Grande successo, tutto insieme, interrotto tragicamente dallo scontro della sua Thunderbird con un camion che trasportava porfido una notte del 1960. Come Steve MacQueen o James Dean. O anche come Tenco travolto dalle contraddizioni del business dello spettacolo. 

Aveva 38 anni e un’immagine di gangster playboy, cinico e spietato. Se l’era cucita addosso questa immagine insieme all’amico Leo Chiosso che scriveva le canzoni insieme a lui. Baffetti alla Clark Gable, voce arrochita dal fumo e dall’alcol, capelli imbrillantinati, Ferdinando Buscaglione è stato uno dei protagonisti dei primi anni di televisione in Italia. Forse è da considerare uno dei primi veri test del successo popolare che viene non più dal teatro di varietà o dalle sale da concerto, ma dal piccolo schermo che in quegli anni stava conquistando le famiglie. Le tappe del Giro d’Italia, Lascia o Raddoppia, Perry Mason. Arrivano in forze gli americani inventori della Tv e Fred ne diventa un profeta. Del resto, durante la Seconda Guerra Mondiale era stato catturato dalle forze Alleate e gli americani avevano intuito il suo talento e lo utilizzavano in spettacoli per rinfrancare il morale dei soldati. Piaceva Fred, eccome se piaceva. Erano gli anni immediatamente precedenti il grande boom economico e la gente sentiva che poteva finalmente permettersi di distrarsi, di collegarsi con l’immaginario e la fantasia dei ricchi liberatori. Mike Bongiorno aveva imparato da loro come si tiene incollata la gente con i quiz e i caratteri dei relativi concorrenti: gente comune che vive un momento di successo grazie alla cultura nozionistica. Pensiamo a quale personaggio sarebbe stato Ettore Petrolini se avesse potuto raccontare i suoi monologhi in tv. Fred colse la palla al balzo e si lanciò. Negli ultimi anni della sua breve vita era irrefrenabile: partecipava a trasmissioni televisive, entrava negli annunci pubblicitari, partecipava a film, andava nei locali notturni. Come accade quando la vita di un giovane di talento viene interrotta tragicamente, Fred è diventato un  mito. Le sue canzoni (Eri Piccola Così, Che Bambola, Guarda che luna, Buonasera Signorina…) fanno parte di quel gruppo di pezzi immortali che continuano tuttra a essere trasmesse da radio e televisione. Sulla sua storia è stato composto un musicale e nel  2008 venne iscritto nel “Pantheon dello Swing Italiano” come uno degli Immortali, nell’ambito del progetto “Sultanato dello Swing” ideato da Freddy Colt con il pianista jazz Stefano Bollani.


T’ho veduta.
T’ho seguita.
T’ho fermata.
T’ho baciata.

eri piccola,
piccola, piccola,
così!

M’hai guardato.
Hai taciuto.
ho pensato:
“Beh, son piaciuto”.

Eri piccola,
piccola, piccola,
così!

Poi,
è nato il nostro folle amore,
che,
ripenso ancora con terrore.

M’hai stregato.
T’ho creduta.
L’hai voluto.
T’ho sposata.

Eri piccola,
piccola, piccola,
sì, così!

Orch.

T’ho viziata,
coccolata,
latte, burro,
marmellata.

Eri piccola,
piccola, piccola,
così!

E cretino
sono stato,
anche il gatto
m’hai venduto.

Ma eri piccola,
eh già, piccola, piccola,
così!

Tu,
fumavi mille sigarette.
Io,
facevo il grano col tresette.

Poi un giorno
m’hai piantato
per un tipo spappolato.
T’ho cercato,
l’ho scovato,
l’ho guardato,
s’è squagliato.

Quattro schiaffi t’ho servito,
Tu mi hai detto:”Disgraziato!”.
La pistola m’hai puntato, eh,
ed un colpo m’hai sparato.

A sì…
Spara… (bang).
Spara… (bang),
e spara… (bang)
khoff, khoff , khoff, khoff , (colpi di tosse)

E pensare che eri piccola,
ma piccola,
tanto piccola,
così!

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