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From Within, John Petrucci & Jordan Rudess (2000)

Ritornano tutti e noi siamo felici.  Tornano i Queen con il duetto inedito di Freddie Mercury e Michael Jackson, i Pink Floyd con le tracce inedite di Division Bell  e gli U2 che hanno appena pubblicato il loro ultimo album Songs of Innocence che è già in testa alle classifiche degli album più venduti in Italia (ne riparleremo) . Si rivedono anche i Doors  visto che John Densmore, il batterista della band con  Morrison, Manzarek e Krieger, ha deciso di ricordare il gruppo con un Dvd, Feast of Friends, realizzato durante il tour del 1968 e mai pubblicato prima, l’unico film dei Doors realizzato da loro stessi.

Bene, è il momento di fare una riflessione non autorizzata sulla musica contemporanea che quei signori sopra nominati hanno fortemente onorato. Torniamo indietro nel ‘900 e consideriamo le diverse strade imboccate dall’arte musicale.  All’inizio del secolo scorso si verifica una sorta di divaricazione fra la musica seria, sperimentale e di ricerca che parte dalla scuola di Vienna (Arnold Schoenberg, Alban Berg, Anton Webern) e successori che inventano una composizione tutta giocata sulla revisione del  sistema tradizionale tonale, scomponendolo e ricostruendolo secondo principi matematici combinatori. Ne viene fuori una musica interessante sul piano della costruzione logica del mondo, ma sostanzialmente indigeribile per  l’ascoltatore medio.

Da quel  momento la ricerca musicale avanzata prosegue su questa strada sperimentale, che viene chiamata musica contemporanea  e che vede,, fra tante correnti radicali,  come uno dei centri più importanti la scuola di Darmstadt con la musica elettronica di Karl Heinz Stockhausen. Per superare questo impasse, musica ad alto contenuto intellettuale, ma a basso  tasso di bellezza e fruibilità, si è sviluppata un’altra corrente, quella dei minimalisti fra i quali il più noto è Philip Glass. La semplicità ripetuta si mostra più forte di una complessità il cui filo è accessibile solo a superesperti.

Intanto però si sviluppano altre diverse realtà compositive più popolari. C’è la musica chiamata leggera, che parte dagli Stati Uniti: quella legata al cinema, padre di tutte le arti popolari, che conta grandi compositori come Henry Mancini, Ennio  Morricone, John Williams e quella jazz – Blues la musica nera. Da  entrambe si sviluppa il rock, genere dei generi, sperimentale per definizione, onnivoro di tutto ciò che rende bella la musica e la avvicina alla sensibilità di oggi, che chiude il cerchio delle due musiche facendo propri anche alcuni dei risultati dell’avanguardia. La musica di oggi riparte da questa sintesi e dai suoi compositori di talento.

Spossato da questi pensieri in libertà, vengo subito al dunque con un esempio concreto per arrivare alla conclusione che la musica contemporanea di qualità oggi si ascolta dai palchi dei musicisti dela scena rock . Ascoltate questo brano, From Within, oppure Truth, tratti da uno degli album più belli dell’inizio del nuovo millennio: An Evening with John Petrucci e Jordan Rudess (foto: en.wikipedia.org) pubblicato nel 2000. Petrucci e Rudess sono due artisti americani di grande talento che fanno parte dei Dream Theater il gruppo rock numero uno del progressive metal, in piena attività e in pieno successo che l’anno scorso ha pubblicato l’ultimo album intitolato con il nome della band.

Petrucci nella chitarra e Rudess nella tastiera sono considerati al top mondiale, tra i primi in tutte le classifiche dei magazine specializzati. Tra un concerto e l’altro dei Dream Theater, si sono dedicati a esibizioni da solisti. An Evening with è stato registrato live all’Helen Hayes Performing Arts Center di  Nyack (cittadina vicina a New York) il 10 giugno 2000. Si tratta di sette brani (portati poi a dieci in una edizione successiva) realizzati da due virtuosi che dialogano con i loro strumenti  attraverso cellule musicali di forte impatto emotivo e di felice integrazione di generi e stili compositivi che è la qualità numero uno del progressive.

In questi brani  molto melodici l’heavy metal dei Dream Theater è stemperato, e avvertibile solo in alcuni passaggi di chitarra o alcuni effetti delle tastiere elettroniche.

 

 

 

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