Gioco di bimba, Le Orme (1972) | StampToscana
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Gioco di bimba, Le Orme (1972)

Una delicata storia d’amore o il racconto amaro e doloroso, dietro l’apparente leggerezza delle parole, di uno stupro? Loro gli autori, Le Orme (Aldo Tagliapietra, Toni Pagliuca, Michi Dei Rossi ) non hanno mai voluto confermare né l’una né l’altra interpretazione anche se le parole immerse in una atmosfera  magica e fiabesca sembrano confermare piuttosto l’abuso sessuale: Un’ ombra furtiva si stacca dal muro –  Nel gioco di bimba si perde una donna – Un grido al mattino in mezzo alla strada. 

Proprio in questa ambiguità sta il segreto del successo di Gioco di Bimba (Uomo di Pezza, 1972), una delle canzoni simbolo del rock progressive non solo italiano, visto che Le Orme è tra i pochissimi  gruppi italiani ad avere notorietà e ingresso nel circuito musicale internazionale. La ballata coglie le stesse atmosfere rarefatte, dal sapore antico rivisitato dalle sonorità contemporanee, delle canzoni dei Genesis di quei primi anni 70 e non a caso la casa discografica inglese Charisma che aveva lanciato la band di Peter Gabriel tradusse e lanciò nel mercato l’album Felona e Sonora dell’anno successivo, un concept complesso evocativo e affascinante.

Il tempo in 3/4 della canzone accompagna la ragazza bambina che si dondola ancora sognante sull’altalena: Come seguisse un magico canto – E sull’altalena ritorna a sognare – La lunga vestaglia, il volto di latte – I raggi di luna sui folti capelli.

 

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