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Gloria, Umberto Tozzi (1979)

Ci capitò negli anni 80 di essere vicini di casa di Umberto Tozzi che aveva affittato una villetta accanto a quella di famiglia a Marina di Pietrasanta. Era davvero un piacere sentire, nel tardo pomeriggio, accordi e prove al pianoforte del cantante.

Per noi era anche un gioco esilarante quello di alzarsi la mattina e iniziare la giornata cantando – sempre con il dovuto rispetto – “Gloria manchi tu nell’aria, manchi come sale, manchi più del sole, sciogli questa neve che soffoca il mio petto”.
Dopo Nel Blu dipinto di blu, Gloria è la più famosa e riprodotta canzone leggera italiana del dopoguerra. Fa parte dell’album omonimo del 1979 e sia il testo che la musica sono scritte dallo stesso Tozzi e dal paroliere fiorentino Giancarlo Bigazzi (lo stesso di Luglio di Riccardo Del Turco). Il successo del brano è confermato dall’apprezzamento che grandi musicisti gli hanno tributato. La London Simphony Orchestra realizzò una trasposizione sinfonica di grande effetto che il cantautore inserirà nel 1987 nella raccolta “Minuti di un’eternità”.
Gloria è il nello stesso tempo il nome di una donna amata appassionatamente e anche il sostantivo che rimanda a un’assenza di successo ed euforia perché lei non c’è. “Gloria, chiesa di campagna Acqua nel deserto, lascio aperto il cuore Scappa senza far rumore dal lavoro e dal mio letto Dai gradini di un altare, t’aspetto Gloria

 

http://www.youtube.com/watch?v=szWSLwkYa6k

 

 

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