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Good Vibrations, The Beach Boys (1966)

Le “buone vibrazioni” dei Beach Boys, una delle prime grandi composizioni pop che hanno influenzato molto la musica del decennio successivo. Ciò che più colpisce della band che l’ha scritta è la strana contraddizione fra il suo nome, “i ragazzi da spiaggia”, che segnala facile musica giovanile ascoltata fra un passaggio di surf e l’altro sulle coste della California, e una genialità tale da far dire a Paul McCartney che il Sgt. Pepper’s deve molto al gruppo fondato da Brian Wilson. Sta di fatto che dalle loro chitarre passò negli anni 60 una sperimentazione che culminò con  Pet Sounds, definito “l’album più acclamato dai critici di tutti i tempi” e poi subito a ruota con Smiley Smile che contiene appunto Good Vibrations. Se li guardate nei brani video dei loro concerti, di nuovo provate questa sensazione di un modo di presentarsi senza alcuna ostentazione, semplice, campagnolo e “bagnino”, come se per loro la cosa più importante fosse semplicemente suonare e suonare insieme. Paragonateli al sussiego, a volte la presuntuosa ostentazione di altri gruppi con una  semplice goccia di talento, per avere un’idea di quello che vuol dire “l’innocenza dello spirito artistico”. Ma tutto parte proprio da Surfing, il brano che lanciò i tre fratelli Wilson, il cugino Mike Love e l’amico d’infanzia Alan Jardine prima nel firmamento musicale americano, e poi in quello internazionale, con una filosofia detta del “cars & girls”, sul divertimento giovanile e le avventurette amorose.

Il brano più ascoltato dei primi anni della loro attività è Barbara Ann, canzone che spopolò anche nei locali italiani. Dal 1966 comincia il rapporto a distanza fra Beach Boys e Beatles che, a detta dei protagonisti, ha condizionato recirpocamente e felicemente la loro produzione. In Pet Sounds, il gruppo californiano, grazie al grande studio di Brian e all’uso sperimentale di strumenti inconsueti per la musica rock,  raggiunge il massimo livello compositivo, con Good Vibrations che è diventato subito uno dei grandi classici dell’epoca. Brian ha raccontato nella sua autobiografia che il nocciolo dell’ispirazione nasce dal racconto che gli faceva la macdee secono la quale i cani percepiscono le “cattive vibrazioni” che gli esseri viventi vicini a loro emanano e cominciano ad abbaiare. Dunque anche le persone possono influenzare emotivamente, semplicemente con “buone vibrazioni” coloro che stanno loro vicino. Per la realizzazione della canzone fu seguita una tecnica di registrazione complicata e (molto costosa) di tante tracce singole che poi furono assemblate in un unico pezzo.

 

 

I,
I love the colorful clothes she wears,

And the way the sunlight plays upon her hair,
I hear the sound of a gentle word,
On the wind that lifts her
perfume through the air
I’m picking up good vibrations,
she’s giving me excitations
I’m picking up good vibrations,
she’s giving me excitations
I’m picking up good vibrations,
she’s giving me excitations
I’m picking up good vibrations,
she’s giving me excitations
Close my eyes,
She’s somehow closer now,
Softly smile,
I know she must be kind,
Then I look in her eyes,
She goes with me to a blossom world
I’m picking up good vibrations,
she’s giving me excitations
I’m picking up good vibrations,
she’s giving me excitations
I’m picking up good vibrations,
she’s giving me excitations
I’m picking up good vibrations,
she’s giving me excitations
Close my eyes,
She’s somehow closer now,
Softly smile,
I know she must be kind,
I’ve got good vibrations,
she’s giving me excitations
I’ve got good vibrations,
she’s giving me excitations
do, do, do, do ,do, do, do, do,
do, do, do, do ,do, do, do, do,
do, do, do, do ,do, do, do, do,
do, do, do, do ,do, do, do, do,
do, do, do, do ,do, do, do, do,

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