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He’s The Greatest Dancer, Sister Sledge (1979)

Sì, è vero, ci siamo dimenticati di ricordare i quarant’anni della disco music. Nel 1974, la stazione radio WPIX di New York ha mandato in onda il primo programma dedicato alla disco music, un genere che cominciava ad affermarsi partendo dall’underground newyorkese. Ma anche per la disco vale quanto abbiamo detto per il rock , che in questo stesso 2014 ha celebrato i sessanta anni., e cioè che si tratta di anniversari convenzionali che vanno alla ricerca di una “prima volta”. In realtà la grande affermazione avviene un po’ più tardi.

Nel  caso della disco, nata dal funky e dal soul,  che aveva cominciato ad affermarsi negli ambienti musicali afro americani, la popolarità cominciò a crescere nel 1975 fino ad arrivare all’esplosione clamorosa nel 1978, anno in cui i Bee Gees, padroni assoluti del genere contavano nella top ten americana ben cinque brani da loro composti.  Passando naturalmente per il film “La febbre del Sabato sera”, il musical del 1977 diretto da John Badham, con John travolta e Karen Lynn Gorney.  Fossi io a deciderlo, stabilirei proprio dall’anno di distribuzione di quel film nelle sale cinematografiche di tutto il mondo la festa del genere musicale più amato e odiato della storia del pop.

Già, perché se andate a leggere i commenti dei fan a corredo dei video su Youtube, troverete il massimo di passione e il massimo di disprezzo. E come accade per tutte le cose che attengono all’umanità, probabilmente non hanno ragione né gli uni né gli altri.  La disco music certo nasce anche come reazione al dominio ventennale del rock. Era pure il venire allo scoperto di un desiderio di lasciarsi andare e di divertirsi con il ballo, senza dover anche stare lì a pensare ai problemi e ai conflitti interni alla società. Ed è molto probabile che proprio per questo quelli della generazione degli anni 40 e 50 del ‘900 preferiscono dimenticarsi di Tony Manero, della fine dei capelli lunghi e dell’impegno politico, dei capelli con il gel, del dito alzato, anche se certo che ci sono andati e in discoteca e certamente hanno ballato con quel sound che fece il successo anche di gruppo non propriamente disco come gli Abba. L’impero della disco durò una decina di anni, fino alla metà degli anni 80, quando nelle discoteche cominciarono ad arrivare pezzi new wave e sempre più orientati verso l’elettronica e la techno music.

Fra i protagonisti di questa ondata musicale pop non c’erano solo i Bee Gees: fra i tanti che ebbero successo Chic con le Freaki Kiss con I was made for lovin’ you baby , Donna Summer, i Jackson 5 e le Sister Sledge, quattro sorelle di Philadelphia che si imposero già nel 1974 con Mama Never Told Me. “Canzoni che nascono con il proposito di un consumo immediato”, come dice l’Enciclopedia del Pop – Rock. A loro si riconosce comunque uno stile Funky – Soul un po’ più raffinato rispetto alla media del genere, ma la loro fu comunque una parabola che si esaurì rapidamente con l’ultima incisione proprio del 1985, anno di decadenza finale della discomusic. Ma, di nuovo, si tratta di convenzioni che cercano di mettere ordine nella storia della musica popolare che riserva sempre grandi sorprese.

La canzone delle sorelline più famosa è He’s The Greatest Dancer (1979), che stabilisce davvero una prima volta che ci fa piacere. Non era mai accaduto prima che alcune delle più importanti griffe italiane della moda entrassero direttamente nel testo di una canzone. Come veste “il più grande ballerino?”: “He wears the finest clothes, the best designers, heaven knows – Ooo, from his head down to his toes – Halston, Gucci, Fiorucci”. I migliori stilisti che il cielo conosca, Gucci, Fiorucci…

 

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