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Hotel California, Eagles (1976)

Ci sono delle canzoni che ti restano in mente per decenni, perché sono dei capolavori. Una di queste è il manifesto del country rock americano

Nel solco del genere inventato dalle band negli anno 70, Hotel California è un “concept album”, cioè un album le cui tracce hanno un filo logico e coerente e esprimono un messaggio preciso. Che cosa volevano trasmettere le aquile di Los Angeles nel loro stile country rock, o soft rock, ma con venature che si rifacevano alla ricerca musicale dei grandi gruppi del tempo, lo raccontarono loro stessi in diverse interviste. Chiamandosi le aquile e dunque con il volatile che fa da simbolo degli Stati Uniti d’America si sentivano in qualche modo moralmente obbligati a dire qualcosa in occasione del bicentenario della fodazione degli Usa (1777). Beh, ciò che si sentivano di raccontare, espresso magistralmente nelll’Hotel California, era che lo spirito dei pionieri e l’ottimismo operoso americano erano in decadenza: insomma per 200 anni le cose sono andate ben,e se gli americani volevano che continuassero ad andare bene, era necessario darsi una mossa. La decadenza era il frutto dello scivolare della mentalità americana nel più gretto materialismo.

Ecco dunque l’atmosfera un po’ iperrealista alla Hopper della canzone, la descrizione netta di luoghi e situazioni, di ciò che accade come se fosse illuminato da cento fari abbacinanti. Benvenuti all’Hotel California, che è un posto davvero piacevole per passarvi la notte, rilassati. Ma a un mondo programmato per l’accoglienza, dal quale non potrà più liberarsi, c’è un soggetto protagonista in preda all’inquietudine: “Qui noi siamo tutti prigionieri del nostro capriccio”, gli viene detto. L’Hotel è una grande metafora dell’individualismo che sta trionfando e che è all’origine della decadenza della ricca società occidentale.

Gli Eagles raggiungere il massimo del successo proprio con questo che era il loro quinto album e che poi lanciò ai vertici delle classifiche tutti i loro lavori precedenti. Formata nel 1971 da Glenn Frey, Don Henley, Bernie Leadon e Randy Meisner, la band ha subito il destino di tutti i grandi gruppi, con qualche defezione e qualche ingresso nuovo, ma non si è mai sciolta ufficialmente.
Hotel California

Hotel California (acustico live)

On a dark desert highway cool wind in my hair
Warm smell of colitas rising up through the air
Up ahead in the distance I saw a shimmering light
My head grew heavy and my sight grew dimmer
I had to stop for the night
There she stood in the doorway
I heard the mission bell
And I was thinking to myself:
‘This could be Heaven or this could be Hell’
Then she lit up a candle
and she showed me the way
There were voices down the corridor
I thought I heard them say…
Welcome to the Hotel California
Such a lovely place
Such a lovely face
Plenty of room at the Hotel California
Any time of year you can find it here
Her mind is Tiffany-twisted,
she got the Mercedes Bends
She got a lot of pretty, pretty boys
that she calls friends
How they dance in the courtyard
sweet summer sweat
Some dance to remember,
some dance to forget
So I called up the Captain:
‘Please bring me my wine’
He said,
‘We haven’t had that spirit here
since nineteen sixty nine
And still those voices are calling from far away
Wake you up in the middle of the night
just to here them say…
Welcome to the Hotel California
Such a lovely place
Such a lovely face
They livin’ it up at the Hotel California
What a nice surprise
bring you alibis
Mirrors on the ceiling
The pink champagne on ice
And she said:
‘We are all just prisoners here
of our own device’
And in the master’s chambers
They gathered for the feast
They stab it with their steely knives
But they just can’t kill the beast
Last thing I remember, I was
Running for the door
I had to find the passage back
To the place I was before
‘Relax’, said the night man,
‘We are programmed to receive
You can check out any time you like,
But you can never leave’
But you can never leave’

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