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I Feel Good (I Got You), James Brown (1964)

Ecco un esempio banale di come le grandi hit possono essere usate efficacemente dagli strateghi delle campagna elettorali. Hillary Clinton, indebolita da una polmonite, ha avuto un mancamento nel corso della cerimonia a 15 anni dall’attacco terroristico alle torri gemelle dell’11 settembre 2001. Immagini impietose che hanno fatto il giro del mondo l’hanno ripresa mentre veniva sorretta dai suoi assistenti. Quegli stessi strateghi che dovrebbero essere, per esperienza e tradizione, i migliori del mondo avevano scelto di nascondere la malattia di Hillary per la felicità di Donald Trump che ha potuto infierire sulla mancanza di trasparenza dei Clinton e sventolare la propria cartella clinica che evidenzia solo un problema di colesterolo.

Bisognava dunque creare un evento per riparare ai danni di immagine della candidata democratica e nello stesso mostrare che si è trattato di un episodio leggero e passeggero non  tale da dar sospettare una debolezza fisica di chi deve guidare la più grande potenza del mondo, né da farle interrompere una campagna elettorale durissima per le elezioni presidenziali di novembre.

La colonna sonora dell’evento è stata I Feel Good (mi sento bene, ma il titolo originario della canzone è I Got You, ti ho conquistata, pubblicato nel 1964) di James Brown, forse il brano più famoso del “Godfather of the soul”, il padrino del soul,  uno dei più grandi musicisti del secolo scorso. Non è stata solo la Clinton a far ricorso al sound del grande James, visto che I Feel Good è entrata in tanti film popolari come Good Morning Vietnam, il dottor Dolittle, Garfield.

Neanche questa scelta tuttavia è stata felicissima. Gli avversari della Clinton le hanno malignamente che James Brown è morto nel 2006 a 73 anni per un attacco di polmonite acuta. Come si vede fare lo stratega delle campagne elettorali è un mestiere ad alto rischio.

 

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