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Instant Karma, John Lennon (1970)

Lo scrittore Gore Vidal (“L’età dell’oro”) ha usato forse le parole più giuste per inquadrare gli ultimi anni di vita di John Lennon: “Lennon rappresentava la  vita, l’establishment americano la morte e dunque per loro era un personaggio intollerabile”.  Sono parole dettenel corso di un’intervista per un documentario televisivo, Lennon vs United States, diffuso in Italia in questi giorni da Sky. Si tratta di un’inchiesta sull’ex Beatle che fa giustizia di molte sottovalutazioni  di uno dei personaggi che sono andati oltre il loro successo di “cantastorie” rock per diventare icone di un’epoca.

Nelle varie enciclopedie del pop e del rock, Lennon viene definito “personaggio controverso” e il suo messaggio poetico viene trattato alla stregua di un filone post romantico che ebbe il benefico effetto per l’autore e i suoi ascoltatori di mantenere vivo il successo dei quattro di Liverpool.  Con quella presenza femminile Yoko Ono, alla quale nessuno perdona la colpa di essere stata la causa della separazione dei Fab Four.

E’ naturale che i critici musicali facciano il loro mestiere che è quello di badare all’arte e al suo commercio, ma non si possono capire le sue ultime composizioni se non si inseriscono nel contesto della guerra del Vietnam e della presidenza Nixon, nel  movimento per i diritti civili. Per la sua storia, il suo carattere, la sua intelligenza, le sue condizioni economiche, Lennon era un combattente impossibile da domare ed in più era dotato di un talento indiscutibile nell’uso dei mezzi di comunicazione, talento che aveva  molto a che fare con i 14 anni passati con  Paul, Ringo e George.  Il sodalizio con Yoko gli aveva dato anche quel di più di arte d’avanguardia, grazie alla quale le uscite pubbliche diventavano delle vere e proprie  performance come la copertina di “Unfinished Music n.1 –Two Virgins” (1968) racchiuso in una copertina, contestata e censurata, nella quale i due apparivano in costume adamitico.  Oppure la luna di miele “bed-in”, con la coppia che riceveva amici e giornalisti in pigiama e a letto (1969).

Fu in occasione del bed-in di Montreal che John scrisse “Give Peace A Chance”, che fu il suo primo grande successo da solista prima di Imagine (1971) , e che divenne uno degli inni del movimento pacifista. In quegli anni i due si erano trasferiti a New York ed è allora che ci fu il grande pubblico confronto fra lui e il governo americano. Lennon ebbe cura di mantenere una linea “prepolitica”, diciamo così, che faceva leva sull’intelligenza, la creatività, la bellezza e l’amore, e proprio per questo era diventato un nemico giurato dei guerrafondai che allora controllavano l’amministrazione di Washington. Quando gli fu notificato, con un pretesto insostenibile, che se ne sarebbe dovuto andare, Lennon poteva svignarsela, ma non lo fece e sostanzialmente vinse i l confronto con un avversario che sarebbe precipitato nell’abisso del  Watergate.

Prima di “Give Peace A Chance” , l’ex baronetto britannico aveva pubblicato, ancora sotto l’etichetta dei Beatles, un’altra canzone che fa parte della cultura pacifista, Instant Karma.  Composta nel febbraio 1970, terzo titolo da solista dopo che aveva annunciato il suo abbandono dei Beatles, la canzone ebbe un immediato successo al punto di insidiare addirittura quello di Let It be scritto con gli ex compagni. Instant Karma’s gonna get youil karma istantaneo, cioè l’ispirazione positiva e creatrice, vi prenderà, vi guarderà in faccia, vi spaccherà i piedi perché alla fine vi rendiate conto che la vita dura un attimo e non si può buttare via l’amore, non si può vivere nella paura e nel dolore. Dunque non ridete dei giullari come me, riconosciamo i nostri fratelli e uniamoci tutti insieme: Well we all shine on – Like the moon and the stars and the sun, noi tutti risplendiamo come la luna, le stelle e il sole.

 

 

 

 

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