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Karma Police, Radiohead (1997)

Molti considerano Ok Computer dei Radiohead l’album più bello e interessante degli anni 90.  Certamente le atmosfere astratte e rarefatte dei singoli brani, le allusioni e le citazioni implicite, il prendere a prestito sonorità e strumentazione dai Pink Floyd e dai REM, ma rendendole più sofferte dalla voce dolce e triste di Thom Yorke, sono gli ingredienti di un’opera che è una pietra miliare del rock progressivo.  Si tratta di una sorta di concept album, anche se i suoi autori  non lo considerano tale, raccomandando comunque di  considerarlo come un opera unitaria:  i dodici brani che ne fanno parte sono altrettanti tasselli di una composizione che esprime disagio e ribellione nei confronti dell’alienazione indotta dalla tecno-società capitalistica, dove la coscienza è come compressa, chiusa entro una gabbia di condizionamenti, di obblighi e di intolleranza e il diverso non ha cittadinanza.

Brani come Paranoid Android e No SurprisesKarma Police sono capolavori per il modo in  cui gli effetti elettronici della musica riescono a trasmettere una sensibilità esasperata che colpisce gli ascoltatori.  Ok Computer, il titolo che ha la forma di messaggio pubblicitario, si riferisce a un futuro che si è pienamente realizzato: una vita fatta solo di macchine e “dei suoni che queste emettono”.

In particolare Karma Police, scelto come singolo, rappresenta meglio di tutti il messaggio della band formatasi  nel 1988 dal cantante Thom Yorke e dal bassista Colin Greenwood con Ed O’ Brien, chitarrista,  Philip Selway, batterista, e il fratello di Greenwood, Johnny, violinista. Intanto per l’originalità del testo che fa riferimento al romanzo di Orwell 1984, quello del “grande fratello”. “For a minute there I lost myself” , per un minuto là ho perso me stesso, è un a diretta citazione dal romanzo dell’autoritarismo totale e dell’annientamento delle coscienze. Esiste una “polizia del karma”, un guardiano dell’agire umano per realizzare il proprio destino, una specie di psicopolizia come la definisce Orwell, che controlla le nostre menti e che interviene per rendere inoffensivo chi non accetta le regole del gioco.

Ma questa  polizia del karma, dice la band, dovrebbe piuttosto arrestare coloro che hanno rinunciato al loro karma, anzi coloro ai quali “il capitalismo e tutto quello che gli gira intorno” (Yorke) impedisce di trovare la propria strada come realizzazione dei sentimenti più sinceri.

 

 

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