energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

La gatta, Gino Paoli (1960)

C’era una volta una gatta è il primo verso della canzone e anche il titolo di un libro del 1977 di Gianni Borgna e Simone Dessì dedicato ai cantautori italiani degli anni 60, quelli della stagione più bella della canzone italiana.

Con Paoli – scrivono i due autori – tutto un mondo poetico viene alla luce, esce dalle pagine di libri quasi del tutto misconosciuti per farsi coscienza diffusa di strati giovanili, ed anche per il suo tramite, al di là delle intenzioni soggettive, tutta una lingua parlata, non dialettale, fino allora tenuta ai margini dall’italiano aulico e letterario, riesce a imporsi come lingua nazionale. E’ la vita che irrompe una volta tanto, sul palcoscenico e non il suo contrario. Insomma leggetelo questo libro in biblioteca,  se volete avere un’idea dell’importanza di questi autori, i componenti della cosiddetta scuola genovese, da Luigi tenco a Fabrizio de Andrè, da Bruno Lauzi a Umberto Bindi. Paoli, in particolare, nell’Italia del boom e dell’illusorio miracolo “ha svolto una funzione positiva e progressiva, nella canzone prima di tutto, ma anche nel costume e – perché no? – nella cultura, specie di ampi settori giovanili”.
Una storia di amori, anche di drammi, di belle canzoni e di poesia è quella di Paoli, che ha cominciato a comporre i suoi primi 45 giri alla fine degli anni 50, con canzoni come Sassi, Senza parole o, appunto la Gatta, un pezzo autobiografico firmato dall’amico Mogol tao che lui non era ancora iscritto alla Siae, che all’inizio non ebbe alcun successo. Fu Il cielo in una stanza, cantato da Mina (1961), a imporlo all’attenzione del grande pubblico. Da quel momento Paoli entrò definitivamente nell’Olimpo della canzone italiana senza uscirne mai più, producendo canzoni bellissime come Senza fine, Sapore di sale (arrangiata da Ennio  Morricone) e Che cosa c’è.  Per tutto il decennio d’oro, Paoli fu protagonista, ai Festival di Sanremo, ai Cantagiro, a tutti quegli appuntamenti televisivi che cominciarono a formare una cultura popolare condivisa fra tutti gli italiani. Anche il dramma lo portò all’attenzione delle cronache. Nel 1963 problemi e delusioni lo portarono a tentare il suicidio sparandosi al cuore. Per fortuna si salvò, destino che non toccò purtroppo all’amico Tenco.

La Gatta

C’era una volta una gatta
che aveva una macchia
nera sul muso
e una vecchia soffitta
vicino al mare
con una finestra a un
passo dal cielo blu.
Se la chitarra suonavo
la gatta faceva le fusa
ed una stellina
scendeva vicina vicina
poi mi sorrideva
e se ne tornava su.
Ora non abito più là
tutto è cambiato,
non abito più là .
Ho una casa bellissima,
bellissima come vuoi tu.
Ma io ripenso a una gatta
che aveva una macchia
nera sul muso,
a una vecchia soffitta
vicino al mare
con una stellina che
ora non vedo più.
Ora non abito più là
tutto è cambiato,
non abito più là .
Ho una casa bellissima,
bellissima come vuoi tu.
Ma io ripenso a una gatta
che aveva una macchia
nera sul muso,
a una vecchia soffitta
vicino al mare
con una stellina che
ora non vedo più.
ora non vedo

foto: www.fondazionemirafiore.it

Print Friendly, PDF & Email
Translate »