energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

La Luce Dell’Est, Lucio Battisti (1972)

La scelta di un brano dall’immortale songsbook di Lucio Battisti è talmente imbarazzante che ho affidato a un amico il compito di suggerirlo: la Luce dell’Est? Ok, vada per la Luce dell’Est.

E’ una canzone griffata Mogol – Battisti del 1972 , inserita nell’album Il Mio Canto Libero e racconta di un uomo che, passeggiando nel bosco, ripensa a un’avventura con una ragazza dell’Europa dell’Est che aveva sedotto facendole sognare una vita migliore. Mentre ripercorre con nostalgia e amarezza quella storia, qualcosa lo distrae e lo invita a tornare nel  presente e alla sua ragazza. Una storia semplice, vera, di immediata consonanza con chi l’ascolta. Con quella capacità entrare subito nell’orecchio e nel cuore che hanno tutte le canzoni della straordinaria coppia della musica italiana.
Battisti e Mogol hanno rinnovato profondamente la canzone italiana e l’hanno portata con creatività e originalità su un percorso che ha fatto tesoro da una parte della tradizione melodica e, dall’altra, della nuova grande stagione del Rythm and Blues. Un pop italiano dolce e raffinato, profondo e delicato a un tempo. Così la generazione di coloro che negli anni 60 e 70 avevano 20 anni hanno avuto la fortuna di vivere la grande stagione del rock anglosassone e, nello stesso tempo, un’esperienza nazionale niente affatto inferiore sul piano artistico e compositivo. Tanto è vero che molte delle canzoni di Lucio sono state tradotte e cantate in tante parti del mondo. Così si poteva ascoltare nello stesso tempo i Pink Floyd e Battisti con la sensazione di percepire lo spirito del tempo seppure al livello più superficiale dell’esistenza quotidiana. Naturalmente i radicali e gli ortodossi, categorie dell’estremo entrambe da rifuggire, riuscirono a inventarsi contrapposizioni politiche: impegno e non impegno, tendenze neofasciste e adesione alle idee della sinistra. Lucio incontrò la condanna dei militanti e aspiranti rivoluzionari, per quel suo modo di fare e di cantare che era soltanto una placida accettazione dell’esistenza così com’è, con la ricerca di frammenti di vissuto e di sentimenti universali.

 

La Luce Dell’Est
La nebbia che respiro ormai
si dirada perché davanti a me
un sole quasi bianco sale ad est

La luce si diffonde ed io
questo odore di funghi faccio mio
seguendo il mio ricordo verso est

Piccoli stivali e sopra lei
una corsa in mezzo al fango e ancora lei
poi le sue labbra rosa e infine noi

Scusa se non parlo ancora slavo
mentre lei che non capiva disse:”bravo”
e rotolammo fra sospiri e “da”

Poi seduti accanto in un’osteria
bevendo un brodo caldo che follia
io la sentivo ancora profondamente mia

Ma un ramo calpestato ed ecco che
ritorno col pensiero

E ascolto te
il passo tuo
il tuo respiro dietro me

A te che sei il mio presente
a te la mia mente…
e come uccelli leggeri
fuggon tutti i miei pensieri
per lasciar solo posto al tuo viso
che come un sole rosso acceso
arde per me.

Le foglie ancor bagnate
lascian fredda la mia mano e più in là
un canto di fagiano sale ad est

Qualcuno grida il nome mio
smarrirmi in questo bosco volli io
per leggere in silenzio un libro scritto ad est

Le mani rosse un poco ruvide
la mia bocca nell’abbraccio cercano
il seno bianco e morbido tra noi

Dimmi perché ridi amore mio
proprio così buffo sono io
la sua risposta dolce non seppi mai!

L’auto che partiva e dietro lei
ferma sulla strada lontana ormai
lei che rincorreva inutilmente noi

Un colpo di fucile ed ecco che
ritorno col pensiero

e ascolto te
il passo tuo
il tuo respiro dietro me

A te che sei il mio presente
a te la mia mente…
e come uccelli leggeri
fuggon tutti i miei pensieri
per lasciar solo posto al tuo viso
che come un sole rosso acceso
arde per me…

come un sole rosso acceso
arde per me.

foto: http://www.thelostinnocence.com/tag/un-disco/

Print Friendly, PDF & Email
Translate »