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La vie en rose, Edith Piaf (1945)

E’ una di quelle canzoni entrate a far parte del bagaglio culturale mondiale nella lingua originale. Un’altra per esempio è Volare di Domenico Modugno. Vedere la vie en rose, essere un po’ ottimisti, è quello di cui abbiamo bisogno tutti.

Modesto contributo alle manifestazioni beatlesiane di questi giorni. Yesterday è una delle grandi canzoni intergenerazionali, al punto che Troisi e Benigni in “Non ci resta che piangere” l’hanno resa ancora più immortale cantandola nell’anno “millequattro, quasi millecinque”

Ne avevano soprattutto bisogno gli europei dopo la carneficina della seconda guerra mondiale e dovevano rimarginare ferite immense, morali, materiali, psicologiche. A dare una mano ci pensò anche lei, la piccola Édith Giovanna Gassion, talento musicale precoce, dalla voce inimitabile per il suo timbro e le sue potenzialità, che prese il nome d’arte di Piaf, passerotto nel gergo popolare parigino, come tutti la chiamavano per la sua statura minuta e leggera. Edith è la madre di tutta l’epopea della chanson francese che ha contraddistinto i primi quindici anni del dopoguerra: da lei sono partiti tutti i grandi artisti del dopoguerra da Juliette Greco a Yves Montand, a Charles Aznavour. La sua arte  non si limitava allo strumento di cui la natura l’aveva dotata, ma anche a una vena poetica che la faceva autrice di molti dei testi che poi cantava all’Olympia e negli altri templi della grande musica.

La sua attività artistica è cominciata nel 1935, ma è agli inizi degli anni 40 che la sua notorietà comincia a diffondersi. Quando scrive il testo della Vie en rose, si era conclusa la sua storia d’amore con Yves Montand con il quale cantava al Moulin Rouge. Ed è proprio con l’inno del ritorno alla vita dopo la notte della guerra che proponeva insieme ai Compagnons de la Chanson che Edith diventa famosa. Per una sorta di tragico contrappasso, tuttavia, da quel momento in poi, però, la sua vita fu contrassegnata dal dolore e dall’amarezza. L’amore della sua vita, il pugile Marcel Cerdan, muore in un incidente aereo, e non riuscì più a riprendersi da quel colpo durissimo. Ma la sua infelicità ha distribuito doni meravigliosi ai francesi come Le vagabond, Les amants, Les histoires du coeur, La foule, Non, je ne regrette rien. Negli ultimi anni molti sono stati i film e gli sceneggiati dedicati alla vita così intensa e drammatica della cantante. Nel 2007 girò per le sale cinematografiche un film diretto da Olivier Dahan, il cui titolo,  appunto la vie en rose, aveva il suono di un beffardo scherzo del destino.

E’ lunghissima la lista dei grandi cantanti che hanno interpretato la canzone, da Louis Armstrong, a Milva e Bobby Solo, leggetela su Wikipedia.
La vie en rose

La vie en rose (live)

Des yeux qui font baisser les miens
Un rire qui se perd sur sa bouche
Voilà le portrait sans retouche
De l’homme auquel j’appartiens

Quand il me prend dans ses bras,
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose,
Il me dit des mots d’amour
Des mots de tous les jours,
Et ça m’fait quelque chose
Il est entré dans mon cœur,
Une part de bonheur
Dont je connais la cause,
C’est lui pour moi,
Moi pour lui dans la vie
Il me l’a dit, l’a juré
Pour la vie
Et dès que je l’aperçois
Alors je sens en moi
Mon cœur qui bat

Des nuits d’amour à plus finir
Un grand bonheur qui prend sa place
Des ennuis, des chagrins s’effacent
Heureux, heureux à en mourir

 

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