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Le Métèque, Georges Moustaki (1969)

Lo straniero, il meticcio (le Métèque) allora era per noi uno  come lui:  un misto di popoli, razze, nazioni. Georges Moustaki  si chiama in realtà Giuseppe Mustacchi  ed è un italo-greco nato ad Alessandria d’Egitto e vissuto in un contesto culturale franco-italo-arabo.

I grandi flussi migratori non erano ancora cominciati in Italia e il gusto, curioso e timoroso, dell’esotico era perfettamente rappresentato da questo personaggio che dal 1951 viveva in Francia e che si era fatto conoscere per avere composto un bella canzone di Edith Piaf cantata anche da Dalida e da Milva, Milord. Volto barbuto, voce forte con vena malinconica, come di  chi viene da lontano, come di chi ha vissuto molto. Così, dopo alcuni prematuri tentativi non riusciti, Moustaki arrivò in Italia con la versione della sua canzone le Métèque che in Francia aveva venduto più di 500mila copie e che in Italia fu tradotta niente di meno che da Bruno Lauzi. Era un’indovinata alternativa al flusso di note che veniva dal mondo anglosassone, per di più era una ballata semplice da cantare e il testo facile da ricordare. Un tema che ricordava il sirtaki (erano gli anni nei quali era arrivata la musica di Theodorakis da una Grecia in preda alla dittatura), e nello stesso tempo si inseriva nella grande tradizione dei Brassens (il nome Georges pare sia stato scelto da Mustacchi in onore del grande cantautore francese),
La tv italiana la fece ascoltare centinaia di volte e Georges fu adottato al punto che una sua canzone fu presa come sigla della trasmissione più popolare die primi anni 70, il Rischiatutto.  Le cronache del tempo raccontano che il merito del titolo della canzone era da attribuire a una signora che nelle conversazioni con Giuseppe ripeteva come un tormentone: “tais toi, tu est un métèque”, però nel senso simpaticamente dispregiativo che si può attribuire al termine che in Atene indicava coloro che non erano propriamente cittadini, ma immigrati che risiedevano e operavano nella città. Comunque sia il primo verso del testo di Lauzi diventò popolarissimo: “con questa faccia da straniero sono soltanto un uomo vero” e ancora “metà pirata metà artista un vagabondo un musicista, che ruba quasi quanto dà”.

 

Avec ma gueule de métèque
De Juif errant, de pâtre grec
Et mes cheveux aux quatre vents
Avec mes yeux tout délavés
Qui me donnent l’air de rêver
Moi qui ne rêve plus souvent
Avec mes mains de maraudeur
De musicien et de rôdeur
Qui ont pillé tant de jardins
Avec ma bouche qui a bu
Qui a embrassé et mordu
Sans jamais assouvir sa faim

Avec ma gueule de métèque
De Juif errant, de pâtre grec
De voleur et de vagabond
Avec ma peau qui s’est frottée
Au soleil de tous les étés
Et tout ce qui portait jupon
Avec mon cœur qui a su faire
Souffrir autant qu’il a souffert
Sans pour cela faire d’histoires
Avec mon âme qui n’a plus
La moindre chance de salut
Pour éviter le purgatoire

Avec ma gueule de métèque
De Juif errant, de pâtre grec
Et mes cheveux aux quatre vents
Je viendrai, ma douce captive
Mon âme sœur, ma source vive
Je viendrai boire tes vingt ans
Et je serai prince de sang
Rêveur ou bien adolescent
Comme il te plaira de choisir
Et nous ferons de chaque jour
Toute une éternité d’amour
Que nous vivrons à en mourir

Et nous ferons de chaque jour
Toute une éternité d’amour
Que nous vivrons à en mourir.

 

Con questa faccia da straniero sono soltanto un uomo vero
anche se a voi non sembrerà.
Ho gli occhi chiari come il mare capaci solo di sognare
mentre ormai non sogno più.
Metà pirata metà artista un vagabondo un musicista
che ruba quasi quanto dà
con questa bocca che berrà a ogni fontana che vedrà
e forse mai si fermerà.
Con questa faccia da straniero ho attraversato la mia vita
senza sapere dove andar
e’ stato il sole dell’estate e mille donne innamorate
a maturare la mia età.
Ho fatto male a viso aperto e qualche volta ho anche sofferto
senza però piangere mai
e la mia anima si sa in purgatorio finirà
salvo un miracolo oramai.
Con questa faccia da straniero sopra una nave abbandonata
sono arrivato fino a te
adesso tu sei prigioniera di questa splendida chimera
di questo amore senza età.
Sarai regina e regnerai, le cose che tu sognerai diventeranno realtà
il nostro amore durerà per una breve eternità
finché la morte non verrà.
Sarai regina e regnerai, le cose che tu sognerai diventeranno realtà
il nostro amore durerà per una breve eternità
finché la morte non verrà.
Il nostro amore durerà per una breve eternità
finché la morte non verrà.

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