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Le tue parole, Andrea Bocelli (1995)

Carlo Marx non avrebbe mai potuto costruire la sua teoria delle classi sociali se fosse vissuto in Italia, perché da noi la differenza di classe di reddito e di ricchezza si è sempre nascosta dietro quella culturale. Espressione di una società a base contadina, la distanza è stata tenuta dalle classi intellettuali, da chi è alfabetizzato e colto verso chi non lo è.

Ammetto, l’ho presa un po’ troppo larga, ma non mi pento. Mi propongo di spiegare perché è stato importante il ruolo di personaggi come Luciano Pavarotti e di alcuni suoi friend come Andrea Bocelli per avvicinare la cultura musicale alta a quella colta. Nel far capire che la musica può essere bella anche quando fa parte del bagaglio pop e può essere brutta anche se composta dal più colto e sofisticato musicista del mondo. A dispetto di tutte le distinzioni di cultura e di classe. Quanto sia stato difficile riempire questo fossato lo dimostra proprio la carriera di Bocelli. Il fatto che un cantante con una voce come la sua andasse al festival di Sanremo (vincendo fra le nuove proposte nel 1994 con un brano di Zucchero) gli aveva imposto l’etichetta di cantante leggero, dunque fuori dal circuito dell’opera italiana. Del resto era stato Renato Zero, cantante e compositore pop, a valorizzare il talento di questo giovane di Lajatico (Pisa) colpito da una grave malattia agli occhi che ne ha provocato la cecità.

Ma la vera fortuna per Andrea è stata quella di essere scoperto dai tedeschi grazie soprattutto a quella canzone, Con te partirò, che oltre le Alpi è stata utilizzata in tutte le salse, anche quelle pubblicitarie, come esempio del belcanto all’italiana. Così, di rinterzo, Bocelli ormai famoso in tutto il mondo (ha venduto più di 80 milioni di dischi) è diventato famoso anche in Italia, accettato sia nella versione pop che in quella seria, che lo ha visto protagonista in opere liriche e anche fra i cantanti che resero omaggio al maestro Pavarotti, cantando l’Ave Verum Corpus di Mozart.durante la cerimonia funebre del 2007. Le tue parole fa parte del secondo album che porta il suo nome e contiene Con te partirò come traccia trainante e altre canzoni famose come Vivo per te, cantata insieme a Giorgia. L’album ha ottenuto il disco di platino in tutti i paesi di lingua tedesca e olandese. Per chi pratica i balli latini, il brano è una dolce rumba, intelligentemente interpretata dal cantante che ne rispetta l’intenso valore ritmico.

 

Le tue parole

 

di j. amoruso  e  s. cirillo

Dove va a morire il sole,
Dove il vento si riposa,
Ci son tutte le parole
Di chi è stato innamorato
E non ha dimenticato
Tutto quello che c’è stato.
Ed aspetterò il tramonto,
Deve pur passare il vento,
Io mi lascerò portare,
Dove nascono le parole,
Cercherò le tue parole,
Te le voglio riportare.
Non è giusto che una donna
Per paura di sbagliare
Non si possa innamorare,
E si deve accontentare
Di una storia sempre uguale,
Di una vita da sognare.

Dove va a morire il sole,
Dove il vento si riposa,
Ho incontrato tanta gente
Che in un mare di parole
E fra tanta confusione
Spera ancora in un amore.
Non è giusto che una donna
Per paura di sbagliare
Non si possa innamorare,
E si deve accontentare
Di una storia sempre uguale,
Di una vita da scordare.

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