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Lella, Schola Cantorum (1975)

I dati diffusi dalla Questura di Firenze esprimono solo parzialmente come sia sempre più diffuso il fenomeno della violenza sulle donne. Dall’inizio dell’anno solo in provincia di Firenze sono stati arrestati 13 uomini, il doppio di quanto sono finiti in cella nello stesso periodo dell’anno scorso.  Ma gli arresti sono solo la punta dell’iceberg di una quotidianità fatta di segnalazioni  di maltrattamenti, molestie e violenze personali. A Firenze è ancora fresca l’emozione per il barbaro assassinio di Irene Focardi, la ex modella picchiata a morte, secondo le accuse, dall’ex compagno. A Prato l’associazione l’Italia in Testa del territorio, in collaborazione con il tavolo delle Pari opportunità, sta organizzando un’iniziativa sul tema che avrà luogo alla fine di novembre.

Intanto è stata individuata e scelta la colonna sonora di questa nuova campagna di sensibilizzazione, uno dei grandi successi degli anni 70. Si tratta di “Lella”, la canzone di Edoardo De Angelis, diventata un vero e proprio classico, al punto che fa parte del repertorio dei principali cantanti italiani. “Te la ricordi Lella quella ricca, la moje de Proietti er cravattaro quello che cia’ er negozio su ar Tritone”.  Lella è sparita e tutti hanno creduto che fosse fuggita con uno più ricco del marito.

E invece, ecco la confessione, Lella è stata uccisa e la canzone non è altro che la confessione dell’assassino che l’ha fatta franca. Lui del resto racconta com’è andata . Una mattina mentre passeggiano lungo la riva del mare nella giornata dell’ultimo dell’anno, lei gli dice che è finita. Respinto, lui perde il lume della ragione e le stringe il collo fino a soffocarla. Poi la sotterra stando attento a non sporcarsi il vestito: “E te lo vojo di’ che so’ stato io E so’ quattr’anni che me tengo ‘sto segreto e Te lo vojo di’ ma nun lo fa sape’, nun lo di’ a nessuno tiettelo pe’ te”.

Composta nel 1972, Lella conobbe il successo grazie alla Schola Cantorum, il gruppo musicale italiano, di cui faceva parte anche De Angelis e che si fece conoscere a metà degli anni 70 per aver interpretato i più bei brani dei cantautori italiani del tempo. IL grande pubblico l’ascoltò nel 1975 nel corso della trasmissione del sabat sera “Senza Rete” condotta da Alberto Lupo.

 

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