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Les Champs-Elysées, Joe Dassin (1969)

A volte accade che una circostanza imprevista ti ricordi una canzone che in passato per tanto hai canticchiato e che comunque è rimasta sempre lì in qualche recesso oscuro della testa. Se non sei parigino e non frequenti la capitale francese,  le probabilità che tu riascolti Les Champs-Elysées di Joe Dassin sono minime. Poi leggi un libro,  ed eccola là che ritorna, perfetta, a tempo: oh Champs Elysées, oh Champs Elysée….

Il libro si intitola “Suonare il Rock a Teheran”, e lo hanno scritto due giornaliste Vanna Vannuccini e Benedetta  Gentile per la collana “kids” di Feltrinelli che nasce da un’idea editoriale molto intelligente: si racconta una storia di ragazzi con le loro passioni, i loro amori, i primi entusiasmi, le prime delusioni, e attraverso di essa si fa conoscere la realtà di un Paese, in questo caso l’Iran con la sua storia recente di rivoluzione, regime islamico, conflitti internazionali.  Ebbene, i ragazzi di Teheran che hanno formato una band e vogliono fare un concerto rock nonostante censure e divieti, come quello che una donna non può cantare in pubblico, fanno le prove con “Perché  mi hai lasciato”, la traduzione in farsi della canzone che Dassin lanciò nel 1969, perché – dicono –  “è come un manifesto, una bandiera, un omaggio a Parigi e alla libertà”.

Lascio a voi la scelta di leggere questo libretto che è assai più di un racconto per ragazzi, soprattutto se vi piace il rock. Les Champs- Elysées  resta comunque uno degli inni della ville lumière, come Sous le Ciel de Paris, A Paris e tante altre. L’autore, Joseph Dassin detto Joe, statunitense naturalizzato francese (era figlio del regista Jules Dassin ), è uno di quegli artisti giovani dalla bella voce intensa e sensuale scomparsi prematuramente (nel 1980 a 42 anni) . La famiglia si trasferì in Europa anche perché Jules  era rimasto vittima delle discriminazioni politiche del periodo maccarthysta, la campagna anticomunista lanciata dal senatore McCarthy che colpì anche Charlie Chaplin.

Partito sulle orme di Georges Brassens, negli anni 70 Joe scalò le classifiche europee proprio a partire da quella canzone dedicata al grande viale dei Campi Elisi, dove sorge l’Arco di Trionfo, e divenne famoso in tutta Europa perché cantava in tante lingue. In Italia la sua notorietà era dovuta anche al fatto che interpretava canzoni scritte da autori italiani. Tra i suoi brani più famosi:   Et si tu n’existais pas,  Siffler sur la Colline, A Toi, Salut, L’Eté Indien (Africa, scritta da Toto Cotugno) , il suo record di vendite.

Finito il periodo dell’autunno della contestazione, il ’68 francese, la canzone di Dassin riconquista la felicità di passeggiare senza pensieri sul grande viale, di salutare e sorridere, “il cuore aperto all’ignoto”, cantando e suonando la chitarra: a mezzogiorno o a mezzanotte c’è tutto quello che vuoi aux Champs Elysées, dove gli uccelli cantano l’amore.

 

 

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