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Let It Be, The Beatles (1970)

Fra tutte le formidabili canzoni composte dai quattro ragazzi di Liverpool, perché proprio Let it Be? Forse perché l’album omonimo è l’ultimo della loro folgorante carriera? Certo Let It Be, è l’amen dei Beatles, giunti al capolinea dopo aver stupito il mondo, ma non è questa la ragione per parlarne.

Non sono rilflessioni sul tempo che fugge e neppure sui momenti miracolosi che presto si esauriscono. Si parla tuttavia di qualcosa che ha a che fare con i segreti del saper vivere. Accade a volte che una coincidenza ti faccia sentire in perfetta armonia con il sentire comune del resto del mondo. Le tue convinzioni, religiose, filosofiche o semplicemente di eredità familiare, improvvisamente si accordano perfettamente con quello che vivono e sentono gli altri. Questo è accaduto a mia madre che in quell’anno, il 1970, decise di recarsi in un negozio di dischi e acquistò l’LP appena sfornato dai baronetti inglesi, vale a dire un qualcosa che fino ad allora era stato definito “musica per i ragazzi”. E’ evidente che questo non poteva essere tanto apprezzato da chi preferiva tenere distinta l’autorità dei genitori dai gusti e dalla sensibilità di una personalità in formazione. E tuttavia, bene così, per la prima volta entrava in casa un album in testa alle classifiche mondiali che non aveva richiesto né accattonaggio familiare, né sacrifici particolari sulla paghetta settimanale. Purtroppo l’entusiasmo materno era frutto di un equivoco. Non era la Madonna, la Mother Mary della canzone, ma la madre di Paul McCartney, morta nel 1956 quando Paul aveva 14 anni. E non era la conclusione devota di una preghiera sentita dentro il cuore il let it be del motivo conduttore, bensì l’amen della crisi del gruppo che ormai si stava sciogliendo. Certo, gli accordi di organo e la struttura da Gospel della canzone contribuivano molto ad alimentare l’equivoco. E lo stesso John Lennon aveva esercitato tutto il suo irridente sarcasmo contro quella che definiva una canzone criptoreligiosa: il brano fu inserito nell’album fra la battuta di Lennon: And now we’d like to do “Hark The Angels Come”! (“Ed ora vorremmo eseguire “Udite! Gli angeli cantano”!), e l’esecuzione di Maggie Mae, dedicata ad una prostituta di Liverpool. Ma cosa aveva detto Mary Mohin apparendo in uno dei sogni del figlio? Che non doveva amareggiarsi troppo per la fine del gruppo, che lasciasse che le cose andassero come dovevano andare, Let It Be.
http://www.youtube.com/watch?v=KfK3u485lGs&feature=fvwrel

Foto: http://redriverpak.wordpress.com/2011/09/13/music-flashback-the-beatles/

When i find myself in times of trouble, mother mary comes to me
speaking words of wisdom, let it be
and in my hour of darkness she is standing right in front of me
speaking words of wisdom, let it be
let it be, let it be, let it be, let it be
whisper words of wisdom, let it be
And when the broken hearted people living in the world agree
there will be an answer, let it be
for though they may be parted, there is still a chance that they will see
there will be an answer, let it be
let it be, let it be, let it be, let it be
there will be an answer, let it be
let it be, let it be, let it be, let it be
whisper words of wisdom, let it be
let it be, let it be, let it be, let it be
whisper words of wisdom, let it be
And when the night is cloudy there is still a light that shines on me
shine until tomorrow, let it be
i wake up to the sound of music, mother mary comforts me
speaking words of wisdom, let it be
let it be, let it be, let it be, yeah, let it be
there will be an answer, let it be
let it be, let it be, let it be, yeah, let it be
whisper words of wisdom, let it be

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