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Libertango, Astor Piazzolla (1974)

Il tango entra fra gli spartiti e sui leggi delle orchestre sinfoniche grazie a Astor Piazzolla, geniale e colto suonatore di Bandoneon. Così la London Symphony Orchestra esegue Nonino e Martha Argerich inserisce negli a solo di pianoforte i suoi pezzi più famosi

E’ la prima grande rivoluzione del genere musicale che fa sognare le scuole e le sale da ballo di Buenos Aires. Come tutte le rivoluzioni questa del nuevo tango ha avuto il suo bel daffare per essere definitivamente accettata dai maestri argentini. Lo stesso compositore ricorda che nel suo paese, al termine di un concerto, regolarmente uno spettatore si alzava in piedi e, fra l’ilarità generale, dichiarava: “Caro Astor, la tua musica è bella, ma ora suonaci un tango”. Destino di chi non può essere profeta in patria, soprattutto quando va a toccare abitudini e tradizioni assurte a religione di stato. E, del resto, Piazzolla era nella posizione migliore per una “grande riforma” dal momento che ha vissuto a lungo  con la famiglia negli Stati Uniti e in Francia, venendo a contatto da una parte con la musica jazz e, dall’altra, studiando composizione con Nadia Boulanger, la quale – è scritto nella sua biografia – gli consiglia di continuare con la musica popolare argentina dicendogli “Qui c‘è Piazzolla, non lasciarlo mai!”. Tutta la sua esistenza è stata una lotta infaticabile per affermare la sua visione artistica, costituendo ensemble, introducendo strumenti che non venivano mai usati per il tango, come l’organo Hammond, la chitarra elettrica, la batteria. Alla fine ce l’ha fatta (e la sua grandezza è stata riconosciuta ufficialmente, nel 2008 all’aeroporto internazionale di Mar de La Plata fu dato il suo nome), ma quanta fatica! Del resto anche la musica di Piazzolla è nel più compiuto stile tanguero, frutto com’è di influenze provenienti da culture diverse, americane ed europee, come il tango delle origini nascque dall’incontro multietnico dell’immigrazione nel mar de la Plata. L’esercizio più difficile e dunque altamente sconsigliabile è quello di cercare di individuare all’interno della sua musica influenze o contaminazioni diverse, che ormai fanno parte inscindibile di un unico grande stile che è lo stile Piazzolla.
Figlio di Vicente “Nonino” Piazzolla, di orgini pugliesi e di Asunta Mainetti, di origini garfagnine, Astor detto El Gato per la sua genialità, ha avuto un rapporto particolare con la Penisola. Alcune delle più famosi cantanti dell’epoca (1960-1980) come Milva, Mina e Edmonda Aldini hanno interpretato i brani più famosi di una produzione che conta più di mille composizioni. Libertango fu registrata nel 1974 a Milano. Il titolo è la fusione di Libertad e Tango, ede è un po’ il manifesto della sua rivoluzione. E infatti l’album fu il suo blglietto da visita per il pubblico europeo che apprezzò immediatamente la sua musica.

 

LIbertango

Per orchestra

Grace Jones

Strange, I’ve seen that face before,
Seen him hanging ‘round my door,
Like a hawk stealing for the pray,
Like the night waiting for the day,

Strange, he shadows me back home,
Footsteps echo on the stones,
Rainy nights, an hustling boulevard,
Parisian music, drifting from the bars,

Tu cherches quoi, rencontrer la mort,
Tu te prends pour qui, toi aussi tu detestes la vie,

Dance in bars and restaurants,
Home with anyone who wants,
Strange he’s standing there alone,
Staring eyes chill me to the bone

Dans sa chambre, Joel et sa valise,
un regard sur ses fringues,
Sur les murs, des photos,
Sans regret, sans mlo,
La porte est claque, Joel est barr

Foto: http://siamopianisti.blogspot.it/2008/11/spartito-di-astor-piazzolla-libertango.html

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