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Life on Mars?, David Bowie (1971)

David Bowie è tornato. Martedì 12 marzo esce il suo nuovo album “The Next Day”, confermando di essere lui senza discussioni il genio del pop, The Pop Genious: ne è stato uno dei principali fondatori e lo ha accompagnato per quattro decenni. Con quella sua singolare (e intelligente) alternanza fra uscite spettacolari e anni di silenzio.

Questa volta la pausa prima della reincarnazione è stata più lunga del solito. Erano in molti a pensare che si fosse definitivamente ritirato dopo l’operazione che aveva subito nel 2004 in seguito a un attacco di cuore. E invece eccolo di nuovo e anche stavolta non per tenere accesa una fiammella di popolarità come capita a tutti i divi di tempi passati. Tutt’altro. I critici annunciano il nuovo album come uno dei più validi di tutta la sua carriera, con i suoi temi favoriti, la fama, la morte, le stelle. Stelle in tutti i sensi, quelle del suo periodo di Ziggy Stardust e quelle dello spettacolo che ““burn you with their radiant smiles” che ti infiammano con i loro sorrisi raggianti, ma che sono creature fragili che anelano a un po’ di quiete. In ogni caso “I hope they live forever,” spero che vivano per sempre, perché questa, signori, è l’immortalità concessa. “We will never be rid of these stars”, noi non ci libereremo mai di queste stelle. Così come siamo contenti di non liberarsi mai di David Robert Jones di Brixton, Londra, 66 anni, che nel 1966 cambiò il suo nome in Bowie per distinguersi dall’allora più famoso David Jones dei Monkees.

Si è annunciato in gennaio con un singolo “Where Are We Now? che ha preparato l’arrivo dell’album del Genio del 12 marzo. Il 23 si apre al Victoria and Albert Museum di Londra una mostra retrospettiva, “David Bowie Is” (che ha come sponsor Gucci), che conferma in modo inequivocabile che  Bowie è l’artista pop che più è riuscito a collegare l’arte con il rock sotto tutti gli aspetti, non solo quello musicale: abiti, maschere, oggetti di scena, video. Visitando quella mostra vedremo quanto David sia stato un innovatore, quanto sia riuscito a interpretare i mutamenti della sensibilità del pubblico. Vedremo, ad esempio,  quanto Lady Gaga gli debba, o Beyoncé che ha creato un personaggio che assomiglia a Ziggy. “Io mi sento come un attore quando è sulla scena piuttosto che una rockstar”, ha dichiarato Bowie, e nei fatti è il primo che ha messo in  scena il rock, proprio quando il rock sparava bordate contro lo spettacolo. La sua filosofia è espressa bene in queste parole che ciascuno di noi che abbia velleità creative dovrebbe stampare e tenere i camera: “My policy has been that as soon as a system or process works, it’s out of date. I move on to another area”. La mia poltiica è sempore stata ispirata dal fatto che non appena un sistema o un processo funziona, allora ormai è passato di moda e io passo a un’altra area”.

Così negli annni 70, come scrive il critico musicale del New York Times, David sviluppò una nuova psicologia postmodern basata sul flusso e il mutamento costante. Il suo grande maestro è stato Andy Warhol, al quale ha dedicato una canzone e ha accompagnato Lou Reed nella realizzazione di Transformer. Life on Mars? fa parte proprio dell’album del 1971 Hunky Dory che è un tributo a New York e al pubblico americano. Una celebrazione artistica e musicale fatta da un personaggio che voleva dare di sè un’immagine androgina, decadente e aristocratica. Ma il suo vero lancio fu due anni dopo “in piena Ziggymania”, come lato A di un 45 giri che aveva The Man Who Sold the World come lato B. Nel 1986 la BBC decretò la canzone come la più bella composizione dell’artista londinese. Il testo è una girandola di immagini prese qua e là secondo il suo metodo sperimentale (“quando c’è qualcosa che mi piace, la faccio mia”) che affollano la testa di una ragazza che fugge dal rapporto conflittuale con i genitori: «La reazione di una ragazza sensibile al mondo dei media», così Bowie.

Life On Mars?

The Man Who Sold The World

It’s a god-awful small affair
To the girl with the mousy hair
But her mummy is yelling “No”
And her daddy has told her to go
But her friend is nowhere to be seen
Now she walks
through her sunken dream
To the seat with the clearest view
And she’s hooked to the silver screen
But the film is a saddening bore
For she’s lived it
ten times or more
She could spit in the eyes of fools
As they ask her to focus on

[CHORUS]
Sailors fighting in the dance hall
Oh man!
Look at those cavemen go
It’s the freakiest show
Take a look at the Lawman
Beating up the wrong guy
Oh man! Wonder if he’ll ever know
He’s in the best selling show
Is there life on Mars?

It’s on Amerika’s tortured brow
That Mickey Mouse
has grown up a cow
Now the workers
have struck for fame
‘Cause Lennon’s on sale again
See the mice in their million hordes
From Ibeza to the Norfolk Broads
Rule Britannia is out of bounds
To my mother, my dog, and clowns
But the film is a saddening bore
‘Cause I wrote it
ten times or more
It’s about to be writ again
As I ask you to focus on

[CHORUS]
Dring-dring-dring……
[Mind the phone]

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