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Lo Shampoo, Giorgio Gaber (1972)

Nel momento nel quale infuriava il conflitto ideologico si affaccia il fenomeno Giorgio Gaber. Per i giovani intellettuali Gaber era un cantante di canzonette (Non arrossire), un esponente leggero della musica di consumo,  sostanzialmente un personaggio televisivo.

Invece, ecco che il signor G. entra con i piedi nel piatto delle discussioni, del clima culturale, dei più controversi dibattiti da sezione, piazza, collettivi di vario genere. Come giudicarlo? Il suo messaggio si può definire “di impegno light”, ma molto efficace nel toccare debolezze e contraddizioni degli italiani, soprattutto le ipocrisie e le cattive coscienze. Anche a mettere in evidenza lo scollamento fra un “alto” di discussioni , idee e utopie e un “basso”  di comportamenti e pregiudizi. Il nuovo Gaber nasce dal sodalizio con il pittore viareggino Sandro Luporini, con il quale realizzerà la svolta del Teatro canzone:  musica “che fa pensare” in un luogo dove si pensa qual è il teatro. L’esordio è del 1970 con “Il Signor G.”,  ma quello che fa recuperare al cantante molto del pubblico popolare è “Dialogo fra un impegnato e un non so”, che comprendeva pezzi come “Libertà è partecipazione” e  “Lo shampo”, che verranno pubblicati nel 1973 nell’album “Far finta di essere sani” ed entrano con pieno merito nel panorama musicale migliore di quel decennio che culminerà con i grandi concerti  rock negli stadi di tutto il mondo. Ciò che è evidente nella produzione di questo periodo è l’assoluta sincerità della ricerca artistica, senza concessioni a facili conformismi dei rivoluzionari da salotto.  Lo Shampo è il pezzo che meglio esprime il risultato di questa ricerca:  una metafora perfetta delle frustrazioni e delle debolezze di una generazione che ha soprattutto bisogno di sicurezza.

http://www.youtube.com/watch?v=Ii45hsywiuY&feature=related

Una brutta giornata,
chiuso in casa a pensare,
una vita sprecata,
non c’è niente da fare,
non c’è via di scampo,
quasi quasi mi faccio uno shampoo.
Uno shampoo?
Una strana giornata,
non si muove una foglia,
ho la testa ovattata,
non ho neanche una voglia,
non c’è via di scampo:
sì, devo farmi per forza uno shampoo.
Uno shampoo? Sì, uno shampoo.
schhh… scende l’acqua, scroscia l’acqua calda, fredda, calda… giusta!
Shampoo rosso, giallo, quale marca mi va meglio… questa!
Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve,
sembra panna, sembra neve…
La schiuma è una cosa buona, come la mamma,
che ti accarezza la testa quando sei triste e stanco,
una mamma enorme, una mamma in bianco!
Sciacquo, sciacquo, sciacquo…
Seconda passata.
Son convinto che sia meglio quello giallo senza… canfora!
I migliori son più cari perchè sono anti… forfora!
Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve,
sembra panna, sembra neve…
La schiuma è una cosa sacra, è una cascata di latte,
che assopisce questa smania tipica italiana,
è una cosa sacra: come una vacca indiana!
Sciacquo, sciacquo, sciacquo…

 

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