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Maintenant je sais, Jean Gabin (1974)

Un insospettabile rapper ante litteram è stato il più famoso attore francese della storia del cinema. Certo la musica assomiglia a quella di Feulles mortes e le parole sono molto simili a un testo teatrale. Ma Jean Gabin occupa un posto di riguardo anche nella storia della musica popolare.

Jean Alexis Moncorgé, in arte Jean Gabin, deve a suo padre che lavorava come intrattenitore nei cabaret, una vena di cantante rimasta sullo sfondo della sua carriera di attore. In ogni caso è con la musica che cominciò a 15 anni il suo rapporto con il pubblico, al Moulin Rouge e alle Folies Bergére dove attirava l’attenzione degli spettatori, venuti certamente per ammirare altre cose. Il suo stile imitava quello di Maurice Chévalier, il cantante che andava per la maggiore fra le due guerre e nell’immediato secondo dopoguerra. Fra il 1930 e il 1939 esplose il suo talento che lo renderà uno dei più importanti attori del cinema europeo della ricostruzione e del boom economico.
Dopo l’occupazione nazista emigrò a Hollywood dove ebbe una storia con Marlène Dietrich, personaggio che forse rappresenta la versione femminile della stessa personalità artistica. Per questo la storia non poteva durare. Jean si unì alle forze della Francia libera del generale De Gaulle e ebbe delle onorificenze per il suo coraggio di combattente. La sua filmografia comprende una novantina di film, alcuni di grandi registi come Pabst, Duvivier, Renoir (La grande illusione), Carné (Il porto delle nebbie) e Autant Lara. Nella memoria restano grandi interpretazioni , anche nell’ultimo periodo della sua attività, perché sapeva trasmettere un’umanità solida, sanguigna, piena di sentimento e di solidarietà umana . Assolutamente eccezionale il suo commissario Maigret, il personaggio di Simenon che ha reso famoso anche un altro grande attore, questa volta italiano, qual è stato Gino Cervi.
Maintenant je sais, la canzone recitata antesignana del rap fu composta da Philip Green e Jean-Loup Dabadie nel 1974. Ovviamente non si tratta di uno sfogo personale, ribelle alle convenzioni o pieno di aforismi autobiografici. Il testo rappresenta perfettamente il suo modo di sentire la pienezza dell’umano. E’ il canto dell’uomo giunto al crepuscolo della sua vita, che ha sempre creduto di poter comprendere e dominare ma che in realtà lo porta ormai a capire che la saggezza vera è sapere di non sapere ed essere sempre pronto ad imparare da ciò che il destino gli propone: “Per tutta la vita ho voluto dire io so solo che più cercavo e meno io sapevo, sono sessanta colpi che ha suonato l’orologio, sono ancora alla mia finestra,guardo e mi domando ora io so, so che non si sa mai, la vita l’amore i soldi gli amici e le rose non si sa mai il suono e il colore delle cose, è tutto quello che io so, ma questo io lo so”, dice il testo nella bella traduzione di Gino Paoli.

Maintenant je sais 
Quand j’étais gosse, haut comme trois pommes,

J’parlais bien fort pour être un homme
J’disais, JE SAIS, JE SAIS, JE SAIS, JE SAIS
C’était l’début, c’était l’printemps

Mais quand j’ai eu mes 18 ans
J’ai dit, JE SAIS, ça y est, cette fois JE SAIS

Et aujourd’hui, les jours où je m’retourne
J’regarde la terre où j’ai quand même fait les 100 pas
Et je n’sais toujours pas comment elle tourne !

Vers 25 ans, j’savais tout : l’amour, les roses, la vie, les sous
Tiens oui l’amour ! J’en avais fait tout le tour !

Et heureusement, comme les copains, j’avais pas mangé tout mon pain :
Au milieu de ma vie, j’ai encore appris.
C’que j’ai appris, ça tient en trois, quatre mots :

“Le jour où quelqu’un vous aime, il fait très beau,
j’peux pas mieux dire, il fait très beau !

C’est encore ce qui m’étonne dans la vie,
Moi qui suis à l’automne de ma vie
On oublie tant de soirs de tristesse
Mais jamais un matin de tendresse !

Toute ma jeunesse, j’ai voulu dire JE SAIS
Seulement, plus je cherchais, et puis moins j’ savais

Il y a 60 coups qui ont sonné à l’horloge
Je suis encore à ma fenêtre, je regarde, et j’m’interroge ?

Maintenant JE SAIS, JE SAIS QU’ON NE SAIT JAMAIS !

La vie, l’amour, l’argent, les amis et les roses
On ne sait jamais le bruit ni la couleur des choses
C’est tout c’que j’sais ! Mais ça, j’le SAIS… !

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