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Il mio nome è mai più, LigaJovaPelù Project (1999)

Quando i tre artisti tosco-emiliani concepirono il LigaJovaPelù Project avevano contato 51 guerre in corso: era il 1999 e, all’alba del nuovo millennio, Luciano Ligabue, Lorenzo Jovanotti e Piero Pelù decisero di prendere posizione contro tutte le guerre a partire da quella nel Kosovo che in quel momento era la più vicina a noi.

Oggi i conflitti armati arrivano a lambire sempre più da vicino i confini dell’Europa felix. In Ucraina si gioca una partita che sta costando centinaia di morti, compresi i turisti del boeing malese abbattuto nei cieli di Donetsk, con la Russia, che torna ad essere decisiva per il mantenimento della pace nel mondo.

In Palestina, nella striscia di Gaza, la popolazione palestinese conta quasi duemila morti, fra cui molti bambini,  a causa dei bombardamenti israeliani, in una situazione di impasse politico – diplomatico che ha fatto piazza pulita di tutte le tenui speranze che si erano sollevate dopo la visita di Papa Francesco in Israele. Da pochi giorni si è aperto un focolaio in Libia, dove la guerra civile mette nel caos un Paese la cui stabilità è fondamentale per la pace nel Mediterraneo.

L’ora di alzare la voce di tutti coloro che chiedono la pace e le soluzioni non violente dei  conflitti è dunque tornata. Così come tornano di attualità le canzoni di protesta contro la guerra che hanno contribuito a formare nei decenni scorsi un forte rifiuto del ricorso alla violenza. Tante ne composero i cantanti rock degli anni 60 e 70 in America, nel periodo della guerra del Vietnam e delle tensioni fra Est e Ovest , le due superpotenze nucleari. La più famosa è Eve of Destruction cantata da Barry McGuire e da tanti altri dopo lui. La canzone era stata composta da P.F. Sloane e fu registrata nel luglio 1965 a Los Angeles.

L’intervento militare in Kosovo spinse dunque tre dei migliori cantautori rock italiani a mettersi insieme e a comporre il brano Il mio nome è mai più”, stampando dietro la copertina la seguente frase: « A pochi mesi dal “giro” di millennio la nostra cosiddetta società “civile” conta al proprio interno 51 guerre in corso. Allo stesso tempo essere contro la guerra (qualsiasi guerra) sembra voler dire assumere una posizione politica. Be’ vogliamo essere liberi di sentirci oltre qualsiasi posizione del genere affermando che, per noi, non ci sarà mai un motivo valido per nessuna guerra».

Decisero inoltre che tutto il ricavato fosse destinato all’organizzazione medico sanitaria umanitaria Emergency e il contributo non fu certo misero: il brano risultò al primo posto delle vendite di canzoni italiane per il 1999. I tre l’hanno cantata insieme al Live 8 di Bob Geldof del 2004, poi il singolare gruppo di artisti si è sciolto. Sicuramente è stato il più importante contributo italiano alle grandi kermesse rock per beneficenza. Questa l’ultima terzina della canzone:  “Io dico sì, io dico si può cercare, pace è l’unica vittoria, l’unico gesto in ogni senso che darà forza al nostro vivere

 

 

foto: www.stpauls.it

 

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