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Moon River, Henry Mancini (1961)

Come nasce un capolavoro nel cinema? Quando le singole forme artistiche convergono nel doppio risultato di raggiungere l’equilibrio della bellezza e di essere in perfetta integrazione ciascuna con le altre.

Perché Colazione da Tiffany, film di Blake Edwards del 1961, non solo è un film da nomination e premi  Oscar, ma è molto di più: il documento di un cambiamento nella società americana e poi in quella di tutto l’Occidente, la performance di una grande attrice, Audrey Hepburn, la consacrazione popolare di un grande scrittore Truman Capote, uno dei migliori  esempi di quanto una colonna sonora possa contribuire alla perfetta riuscita di un’opera dell’intelletto umano. Per la prima volta nella storia del costume, la protagonista di Colazione da Tiffany è in pratica una escort che è anche la donna di un criminale. Ma la leggerezza  candida e malinconica dell’interprete e l’insieme del racconto è talmente lieve, coerente nel raccontare fragilità e voglia di vivere, che un potenziale scandalo divenne prima un successo e poi un mito. Il 9 Novembre 2011, in occasione del  50º anniversario, è stata proiettata in 170 sale italiane la versione restaurata del film. Andate in libreria e troverete un’ampia e recente bibliografia che racconta di Audrey, di Blake, dell’autore delle musiche, l’italo americano Henry Mancini. Il suo pezzo principale, Moon River, composto insieme a Johnny Mercer,  allora vinse il premio Oscar, ma è in assoluto una delle canzoni più suonate, cantate e ballate di tutti i tempi. In una  classifica dei valzer lenti più belli di tutti i tempi è sicuramente fra i primi cinque posti. Enrico Nicola Mancini, nato a Cleveland da una famiglia di origine abruzzese, aveva fatto i primi passi nell’orchestra di Glenn Miller dopo la morte del fondatore e proprio alla storia di Miller è legato il suo primo successo di compositore di musiche da film, nel 1954. Nel corso della sua carriera Mancini ha vinto quattro premi Oscar ed universalmente conosciuto non solo per Moon River, ma anche per altri celeberrimi brani come The Day of Wine and Roses, cantata da Sinatra, il tema della Pantera Rosa ed Elephant’s Baby.  Anche nel testo Moon River propone riflessioni interessanti.  Moon River, wider than a mile, I’m crossing you in style someday.  Fiume di luna, più grande di un miglio, un giorno ti attraverserò alla grande.  Ci metteremo in due a viaggiare per il mondo, perché c’è ancora tanto mondo da vedere in giro. Ma sempre spinti dal desiderio dell’utopia, dalla voglia di andare a vedere dove nasce l’arcobaleno. Con lo spirito di uno dei romanzi di formazione più belli (e più americani) della letteratura mondiale “Huckleberry Finn”, di Mark Twain.

Moon River wider than a mile,
I’m crossing you in style someday.
Oh, dream maker, you heartbreaker,
wherever you’re going I’m going your way.

Two drifters off to see the world,
there’s such a lot of world to see.
We’re after the same rainbows end,
and waiting round the bend,
my huckleberry friend, Moon River, and me.

http://www.youtube.com/watch?v=DcPQYug-esc&feature=fvwrel

 

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