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Moonlight Serenade, Glenn Miller (1939)

A Natale tornano tutti freschi, intatti, delicati, piacevoli e chi più ne ha più ne metta. Sono loro, i cantanti e le musiche americani della prima metà del secolo scorso: quelli che dicevano “confidential”, oggi si direbbe “cool”, quelli con la voce che da sola è un’opera d’arte della natura.  Parlo di Frank Sinatra,  Bing Crosby, Perry Como, Dean Martin etc. Così come i grandi musicisti come Irving Berlin, Cole Porter, lo stesso classico George Gershwin. Nei grandi magazzini, nei negozi, nei sottopassaggi e alle stazioni tornano a risuonare le loro canzoni soprattutto, ovvio, quelle natalizie.

Tra i talenti della musica americana c’era anche lui, Glenn Miller. L’orchestra swing e jazz che ne è la sua erede porta lunedì 15 dicembre a Firenze uno spettacolo “Swinging Christmas”, che ripropone famosi brani natalizi come White Christmas , A Christmas Love Song, Santa Claus Is Coming To Town e Let It Snow.

Fra i pezzi c’è anche un brano musicale che ha segnato un secolo, una storia personale finita tragicamente, cinque anni di follia e di morte. Così, in poche parole si può raccontare Moonlight Serenade, una delle più belle canzoni di tutti i tempi.

Guardate intanto la data in cui fu composta, il 1939, l’anno dello scoppio della seconda guerra mondiale, quando i soldati di Hitler irruppero al di là della frontiera polacca. Immaginatevi  un mondo intero con le orecchie incollate alla radio, il primo grande mezzo di comunicazione di massa, ad ascoltare la musica di questo suonatore di trombone americano, un giovanottone timido e occhialuto che nel 1937 aveva messo insieme una grande orchestra con la quale aveva inciso successi come Chattanooga choo choo, il primo disco d’oro della storia (un milione di copie in tre mesi).

Eppure  accanto a quelle melodie dolci e sognanti, o allegre e spensierate, la radio in Germania trasmetteva anche la voce metallica e orribilmente magnetica del dittatore nazista, il cui capo della propaganda, Joseph Goebbels, aveva subito appreso le tecniche per fare della radio il più formidabile strumento di seduzione dell’anima popolare. Durò poco più di cinque anni la carriera di star della musica di Miller che si arruolò nell’Aviazione con il grado di capitano (sicuramente Spielberg aveva pensato a lui quando dette il nome di Miller al capitano di Salvate il soldato Ryan interpretato da Ton Hanks) . Diresse un’orchestra militare fino a che morì sulla Manica a bordo di un aereo che precipitò per cause che non sono mai state chiarite. Il suo corpo riposa ancora in fondo al mare, la stessa sorte, quella di morire in un incidente aereo che era toccata a Carlos Gardel, il più grande interprete del tango argentino.

Il testo di  Moonlight Serenade fu scritto da Mitchell Parish e cantato da tanti artisti americani, ma soprattutto da Frank Sinatra che ne ha fatto uno dei pezzi più importanti di tutti gli album pubblicati dal 1965 in poi. Il successo del pezzo è da attribuire al suo essere  la “firma” dello stile compositivo di Miller: uso della grande orchestra come nella musica jazz, ma con una cifra compositiva melodica completamente diversa, senza alcun ritmo blues.  Moonlighit Serenade fu anche il titolo di una trasmissione radiofonica che Miller tenne per tre anni alla Cbs.

 

 

 

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