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Nature Boy, Nat King Cole (1948)

E’ una di quelle canzoni che una persona adulta ha sicuramente sentito una volta o l’altra, senza averci messo attenzione.

Poi, un giorno, qualcuno ti dice che si intitola Nature Boy e che alla fine degli anni 40 del Novecento faceva parte della colonna sonora della ricostruzione post bellica. L’autore è un singolare personaggio Eden Ahbez, nato George Alexander Aberle (Brooklyn, 15 aprile 1908 – Brooklyn, 4 marzo 1995), che è stato il primo hippie della storia dello spettacolo.  Si era accampato sotto la L dell’insegna di Hollywood  a Los Angeles e vestiva in toga bianca e sandali. Un giorno Ahbez si presentò al manager di Nat King Cole e gli propose una canzone, appunto Nature Boy, che dal 1948 che per otto settimane fu al primo posto delle classifiche e che entrò per sempre nel repertorio del grande cantante statunitense. Le versioni della canzone si sono moltiplicate negli ultimi anni, basta ricordare quella di David Bowie o quella di Celine Dion. I giovani sicuramente l’anno incontrata nelle sale cinematografiche grazie a quel fortunato pasticcio musicale che porta il titolo di Moulin Rouge. Che si intitolasse Nature Boy e che avesse un testo che è sostanzialmente un appello all’amore io l’ho saputo qualche anno fa quando al Teatro Romano di Fiesole Gianni Amelio disse che questa era la sua canzone preferita e che aveva avuto un ruolo nella sua educazione sentimentale.

https://www.youtube.com/watch?v=WBfuoMpabHY

 

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