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One, U2 (1991)

Fra i “friends” di Luciano Pavarotti c’era anche Bono Vox, leader degli U2, che nel 1996 presentò mella piazza Grande di Modena una versione dolce e intensa di One, una delle più belle canzoni degli anni 90

One non è solo un bel brano che spicca nella ricca discografia della band irlandese. E’ un caso di scuola che permette di entrare in profondità nelled inamiche di un gruppo rock di prima grandezza. Ci ha aiutato a farlo David Guggenheim, il regista di St. Louis, quello di An Incovenient Truth sul saccheggio delle risorse del pianeta, che nel 2011 ha presentato uno straordinario documentario sulla crisi del gruppo, la sua decisione di cambiare aria e stile compositivo, la soluzione dei contrasti che stava portando i componenti alla definitiva separazione. Il documentario si intitola From The Sky Down e nel luglio dell’anno scorso aprì il Festival internazionale di Toronto.

Bono, Mullen, The Edge e Clayton uscivano dalla grande scorpacciata americana di musica, di spettacolo e di happenings di vario genere. Quella che si rifletteva nell’album The Joshua Tree (1987), che sancì la definitiva consacrazione dei quattro fra le grandi pop star del rock. Le tante avventure americane vengono raccontate nel film Rattle & Hum girato in bianco e nero dal regista Phil Joanou. Ma come accade quando ci si trova all’apice del successo, ma si esaurisce un filone creativo, esplode la crisi. Bisogna imboccare nuove strade, avere la forza di abbandonare le vecchie certezze, anche a costo di chiudere un’esperienza che ha già dato comunque grandi soddisfazioni. Cominciano le performance individuali, la ricerca di un’identità al di fuori del gruppo. E’ una crisi che coinvolge inevitabilmente anche i loro valori, lo schierarsi senza compromessi per la difesa dei diritti e la denuncia delle ingiustizie, un impegno che ha fatto degli U2 una delle band più coerenti e meno condizionate dalle richieste commerciali della storia del rock. In qualche modo il loro messaggio sta diventando più maturo: rinunciano alla denuncia diretta e “ingenua” dei mali del mondo occidentale per assumere quella “maschera” che secondo Oscar Wilde colpisce di più nel dire la verità.

Come laboratorio per la svolta artistica, i quattro scelsero Berlino ormai riunificata, anche se amministrativamente ancora divisa, dopo la caduta del Muro del 1989. Come “accompagnatore” per raggiungere nuovi lidi scelsero Brian Eno, lo stesso grande musicista (lo si vede accanto  loro a Modena) che aveva aiutato David Bowie a studiare e realizzare quella che sarebbe stata la musica degli anni 80. Come trovare una musica più tecnologica, elettronica e dance, dunque più moderna, mantenendo però la cifra melodica che caratterizza los tile compositivo del gruppo. E’ stata  una ricerca complessa e dolorosa, con molte delusioni e esperimenti che contribuivano più a far crescere la tensione nel gruppo che a farli uscire dall’impasse. Finché non arrivò One, che mise d’accordo tutti e quattro e dette un’unica impronta stilistica all’album che finirono di registrare a Dublino: Achtung Baby.

 Qualche considerazione merita anche il testo. One, unico, non può non far pensare al fatto che i quattro avevano concepito la canzone della Germania appena riunita. Vi si parla di una difficile relazione d’amore che molti interpreti riferiscono alle difficoltà del rapporto di Bono con sua padre dopo la morte della madre avvenuta quando aveva 14 anni. Mi pare invece evidente che è una metafora dei rapporti all’interno del gruppo, che finalmente hanno ritrovato l’unità dopo la crisi. The Edge l’ha raccontata diversa? Anche i Pink Floyd hanno detto che Syd Barrett non c’entrava nulla con Wish You Were Here.

 

 

One (live)

One (Pavarotti and Friends)

Is it getting better
Or do you feel the same
Will it make it easier on you now
You got someone to blame
You say…
One love
One life

When it’s one need
In the night
One love
We get to share it
Leaves you baby if you
Don’t care for it

Did I disappoint you
Or leave a bad taste in your mouth
You act like you never had love
And you want me to go without
Well it’s…
Too late
Tonight

To drag the past out into the light
We’re one, but we’re not the same
We get to
Carry each other
Carry each other
One…
Have you come here for forgiveness
Have you come to raise the dead
Have you come here to play Jesus
To the lepers in your head
Did I ask too much
More than a lot
You gave me nothing
Now it’s all I got
We’re one
But we’re not the same
Well we Hurt each other

Then we do it again
You say
Love is a temple

Love a higher law
Love is a temple

Love the higher law
You ask me to enter
But then you make me crawl
And I can’t be holding on
To what you got
When all you got is hurt
One love

One blood

One life

You got to do what you should
One life
With each other
Sisters
Brothers
One life
But we’re not the same
We get to carry each other
Carry each other
One…life
One

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