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Profondo Rosso, Goblin (1975)

Un anno fa, il 29 luglio 2014, moriva Giorgio Gaslini, uno dei più importanti compositori jazz italiani conosciuto in tutto il mondo. Gaslini ha fra l’altro firmato la colonna sonora del film Profondo Rosso di Dario Argento che è stato riproposto in questi giorni a Fiesole dove è stato consegnato al regista che ha inventato il genere horror l’omonimo premio ai “Maestri del cinema”.

Accanto alle imprese sanguinarie della mamma impazzita, anche la musica della pellicola è fra quelle che fanno parte dell’”orecchio” di un’intera generazione. Eccezionale l’abilità che ha avuto il compositore nel trasmettere angoscia, attesa, frenesia: follia e crudeltà in azione, qualcosa che nessuno può fermare e che produce feroci assassini operati con strumenti da macellaio. Non so se è un riflesso comune, ma solo ad ascoltare distrattamente quella musica si insinua un’inquietudine strana, anche se si sono dimenticate le scene da brivido e si sono viste negli anni successivi  tante immagini sempre più orripilanti di morti a un tanto al chilo.

A onorare Argento c’era a Fiesole anche Claudio Simonetti il tastierista del gruppo rock progressive italiano Goblin che contribuì con Gaslini a comporre alcuni brani della colonna sonora che interpretò con forte originalità. Simonetti ha raccontato che per i Goblin fu un colpo di fortuna il dissenso artistico fra il pianista jazz e il regista che, con una decisione che ha definito “incosciente” ma fortunata, affidò d’impulso al gruppo l’arrangiamento rock e l’esecuzione delle musiche.

Il film fu girato nel 1975 e dunque compie quest’anno 40 anni. I Goblin pubblicarono nello stesso anno l’album “Profondo rosso” che viene considerato fra le migliori produzioni italiane del genere.

 

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