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River of No Return, Marilyn Monroe (1954)

Kay canta tristemente in un saloon dove è tornata a fare la vita di prima dopo che aveva pensato di aver trovato amore e famiglia. Ma un film di Hollywood del 1954 non può finire così. Ecco il colpo a sorpresa: Matt (omicida per difendere l’amico, padre affettuoso, uomo coraggioso e tutto d’un pezzo) entra nel locale equivoco e, tra la sorpresa di tutti, si carica sulle spalle Kay: “Dove mi porti?”, “A casa”.

E’ il finale di “River of no Return”, in italiano la Magnifica preda, titolo che forse si riferisce alla meravigliosa protagonista dell’unico film western di Otto Preminger: Marilyn  Monroe. Colonna sonora del film sono le canzoni di Ken Darby e Lionel Newman che Marilyn canta nel saloon, ma sfido chiunque a dire che si ricorda quel film per le scene nel Jasper National Parks del Canada o per il suo intreccio, o per le scene di avventura.

No, quel film è uno dei grandi documenti di quella che è stata una delle donne più affascinanti del secolo scorso, ingenua e fragile dietro la sua bellezza, travolta dal successo e dalla spietatezza di chi voleva alla fine solo catturare e corrompere quella creatura. Marilyn ha ispirato in tanti la meraviglia che li ha aiutati a intuire i misteri dell’esistenza. Per questo il suo mito resiste al passare del tempo e le altre icone femminili che si sono aggiunte nell’immaginario collettivo in realtà non sono riuscite a farla svanire. Questo brano è dedicato a loro.

 

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