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Romagna Mia, Raoul Casadei (1954)

Dovrebbe essere protetta in tutte le sue forme la creatività italiana che ha donato a tutto il mondo oggetti e consuetudini che rendono la vita più serena. Tra questi un posto di rilievo ce l’ha la canzone Romagna Mia di Secondo Casadei, detto lo Strauss della Romagna, un valzer semplice facile da canticchiare e da ballare che è stato un pezzo della colonna sonora dell’Italia impegnata nella realizzazione di ciò che è stato chiamato “il miracolo italiano” del dopoguerra.

Composto nel 1954 l’indiscusso inno dei romagnoli è per l’appunto un pensiero alla propria terra ricordando la felice età la vita era più semplice e gli affetti più genuini: “Romagna mia, Romagna in fiore, Tu sei la stella, tu sei l’amore, Quando ti penso, vorrei tornare, Dalla mia bella, al casolare”.

La canzone faceva parte del repertorio dell’Orchestra Casadei che Secondo aveva formato e che ha girato tutta l’Italia per esibirsi nelle balere e nelle sale dei ballerini di liscio (valzer, polka e mazurka), categoria del ballo da sala canonizzata dal nipote Raoul Casadei che nel 1960 ereditò dallo zio la direzione del complesso musicale. E’ stato lui a renderlo famoso portando la musica e il folklore romagnolo in tutta Italia e nel mondo.

Raoul ci ha lasciato all’età di 83 anni, vittima anche lui del coronavirus. In attesa che l’Unesco prenda in considerazione quanto sia stata importante la musica che ha composto e diretto nella storia sociale degli italiani, fa bene riascoltarla.

 

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