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Sei nell’Anima, Gianna Nannini (2006)

Estate, è il momento delle sagre di paese. Che sia del cinghiale, del tortello, del fungo o dello gnocco, la sagra è un’ottima soluzione per frescheggiare la sera in compagnia della musica e con un buon piatto di specialità locali. Oddio, frescheggiare non è un termine del tutto appropriato per chi poi si lancia sulle varie piste da ballo ricavate da campetti da calcio o da pattinaggio in cemento.  Ma con un po’ di misura ci si può muovere per qualche minuto, poi fermarsi a parlare e bere un rinfrescante, quindi rilanciarsi con la moglie, la fidanzata o qualche altra signora che attende speranzosa un ballerino.

La sagra richiede una godereccia saggezza, ma riesce sempre a mantenere la promessa di una serata riuscita (per una compagnia sbagliata declina ovviamente ogni responsabilità). Lasciamo il tavolone con i piatti di pasta e concentriamoci sulla pista. Come sanno tutti coloro che amano frequentare le tensostrutture e le poltroncine di plastica sotto gli alberi, le scalette delle orchestre sono fatte per accontentare tutti: quelli che sanno di liscio, ma per età o per cultura non amano caraibici o rock, quelli che invece si esibiscono in queste musiche veloci, quelli che conoscono solo i passi dei balli di gruppo, dalla tarantella a siamo i watussi o YCMA.

Ogni orchestra ha il suo repertorio che comprende per la maggior parte pezzi per il foxtrot, il ballo di gran lunga più popolare fra il sagra-people. Quello lo sdanno ballare tutti o quasi e se non lo sanno lo imparano sul campo visto che il passo base con il “saltello” della volpe è fra tutti il più facile. Ci sono i gruppi musicali più creativi che propongono anche loro composizioni  e quelli che si rivolgono per lo più ai brani stranoti e più ben accolti da orecchi non tanto abituati a tenere il tempo.

Fra quest’ultimi ce n’è uno che si mette ai primi posti assoluti e che tutti i ballerini accolgono con sorrisi compiaciuti. Si tratta di “Sei nell’anima” di Gianna Nannini. Pubblicato nel 2006 nell’album Grazie, la canzone è una di quelle che fanno della nostra rocker nazionale una dei più completi cantautori italiani. Gianna è stata e continua a essere brava in tutti i generi, dai più avanzati, ai più concettosi, ai più ritmici a quelli più pop all’italiana come questo che potrebbe essere benissimo scelto come inno alla sagra e ai suoi semplici e simpatici abitanti. Il video della canzone è stato girato a Bratislava in bianco e nero

 

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