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Serenata Rap, Lorenzo Jovanotti (1994)

Il nostro rapper dolce, poetico, ricco di sentimento e di buoni propositi. Lorenzo è la versione italiana di un genere che altrove era l’espressione del disagio, della sofferenza, dei desideri frustrati, della voglia di cambiare il mondo

Ma a noi piace così. Invece che gridare la propria rabbia contro un mondo incomprensibile, Lorenzo rinverdisce un genere antico, quando gli innamorati si recavano sotto la finestra della donna amata con una chitarra (o con suonatori prezzolati, vedi Don Giovanni di Mozart o Barbiere di Siviglia di Rossini) e imbastivano espressioni di ammirazione e di lode per la sua beltà e le sue virtù. Lo faccio, dice Lorenzo, perché sono troppo timido per fermarti per strada e viene più facile cantare una canzone. Un po’ come succede a chi ha un difetto di balbuzie che sparisce quando si mette a cantare. Affacciati dunque alla finestra per darmi la conferma che il mio amore è corrisposto, perché vorrei che per la vita noi due fossimo vicino. C’è anche un particolare un po’ più osé nei versi dell’innamorato, ma proprio la castigatezza, direi quasi la castità delle parole (mi piace il tuo sedere così rotondo, da rendere satellite ogni essere vivente) per così dire aumenta la levità dell’ispirazione poetica. Dolcezza che qualche anno dopo profuse a piene mani nel brano Per te, dedicato al figlio appena nato.

La canzone fu lanciata dall’autore come singolo nel 1994 e inserita poi nell’album Lorenzo 1994. E’ quello il momento in cui il cantante raggiunge il massimo del suo successo e avvia una rilfessione che lo porterà a toccare molte discipline artistiche e molte riflessioni di carattere filosofico, sociale e politico. Lorenzo infatti non ha mai abbandonato il suo impegno e la sua ricerca, partecipando alle iniziative pacifiste e progressiste insieme ad altri cantanti italiani. Una per tutte, la sua collaborazione all’album Artisti Uniti per gli Zapatisti del Chapas, i cui incassi furono devoluti alla costruzione di un ospedale in Messico. Nel 1999 durante la Guerra del Kosovo, Jovanotti cantò con Piero Pelù dei Litfiba e Luciano Ligabue Il mio nome è mai più, una canzone pacifista, i cui proventi furono devoluti a Emergency. L’anno dopo a Sanremo pose all’attenzione dell’opinione pubblica italiana il drammatico problema del debito estero dei paesi più poveri. 

Foto. www.letruria.it

Serenata Rap

Per te

Il mio nome è mai più

Se t’incontro per strada non riesco a parlarti
mi si bloccano le parole non riesco a guardarti
negli occhi mi sembra di impazzire
se potessi amplificare
il battito del mio cuore sentiresti
un batterista di una band di metallo pesante
ed è per questo che sono qui davanti
perché mi viene molto più facile cantarti una canzone
magari che la sentano i muri e le persone
piuttosto che telefonarti e dirti tutto faccia a faccia
rischiando di fare una figuraccia;
sono timido ma l’amore mi dà coraggio
per dirti che da quando io ti ho visto è sempre maggio
e a maggio il mondo è bello e invitante di colori
ma ancora sugli alberi ci sono solo fiori
che prima o poi si dice diverranno pure frutti
e allora tu che fai? golosamente aspetti,
aspetti che quel desiderio venga condiviso
io sono qui davanti che ti chiedo un sorriso,
affacciati alla finestra amore mio.
Affacciati al balcone rispondimi al citofono
sono venuto qui col giradischi e col microfono
insieme al mio complesso per cantarti il sentimento
e se tu mi vorrai baciare sarò contento
e questa serenata è la mia sfida col destino
vorrei che per la vita noi due fossimo vicino
una serenata rap per dirti che di te
mi piace come mi guardi mi piace come sei con me
mi piace quel tuo naso che s’intona con il mondo
mi piace il tuo sedere così rotondo
da rendere satellite ogni essere vivente
mi piaci perché sei intelligente
si vede dalle tue mani come le muovi
mi provochi pensieri e sentimenti sempre nuovi
nei tuoi fianchi sono le alpi nei tuoi seni le dolomiti
mi piace quel tuo gusto nello scegliere i vestiti
quel tuo essere al di sopra delle mode del momento
sei un fiore che è cresciuto sull’asfalto e sul cemento

Affacciati alla finestra amore mio,
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
per te da questa sera ci sono io

Serenata rap serenata metropolitana
mettiti con me non sarò un figlio di puttana
non ci credere alle cose che ti dicono di me
sono tutti un po’ invidiosi chissà perché
io non ti prometto storie di passioni da copione
di cinema, romanzi e che ne so di una canzone
io ti offro verità corpo anima e cervello
amore solamente amore solo solo quello

Affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
per te da questa sera ci sono io

Amor che a nullo amato amar perdona porco cane
lo scriverò sui muri e sulle metropolitane
di questa città milioni di abitanti
che giorno dopo giorno ignorandosi vanno avanti
e poi chissà perché perché chissà
per come nessuno sa perché perché chissà
per come due sguardi in un momento sovrappongono un destino
palazzi, asfalto e smog si trasformano in giardino
persone consacrate dallo scambio di un anello
e un monolocale che diventerà un castello,
affacciati alla finestra amore mio.

Nei tuoi fianchi sono le alpi nei tuoi seni le dolomiti
mi piace quel tuo gusto nello scegliere i vestiti
questo essere al di sopra delle mode del momento
sei un fiore che è cresciuto sull’asfalto e sul cemento.

Affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio

affacciati alla finestra amore mio
affacciati alla finestra amore mio
per te da questa sera ci sono io

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