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Seven Nation Army, The White Stripes (2003)

Un buon pezzo di musica rock, con un riff intelligente e un ritmo incalzante. Ma non è per questo che Seven Nation Army si merita un posto tra le canzoni che rimangono indelebili nella memoria popolare. Il fatto è che il brano è sorprendentemente nel cuore di moltissimi italiani. Subito dopo l’inno di Mameli.

Il pezzo dei White Stripes è infatti la colonna sonora della vittoria degli azzurri ai campionati del mondo di calcio del 2006. Ma attenzione, non è come Notti magiche di Gianna Nannini ed Edoardi Bennato, la sigla di Italia 90 o il bellissimo brano di Shakira Waka Waka Time for Africa, sigla ufficiale dei campionati in Sudafrica.   Popopopopo-o, così come onomatopeicamente è stata ribattezzata dai tifosi, si è imposta da sola, passando di bocca in bocca, fino a diventare il più clamoroso coro spontaneo della storia dello sport. Clamoroso, come clamorosa e inattesa fu la vittoria della Nazionale in Germania. Secondo quanto spiega Wikipedia, tutto parte dai tifosi romanisti che hanno seguito la squadra per la partita di Coppa Uefa con il Bruges il 15 febbraio 2006. I fan giallorossi la fecero propria, per così dire, per festeggiare una beffa: lo speaker dello stadio l’aveva lanciata per altoparlante dopo il pareggio della squadra belga, i tifosi in trasferta la intonarono dopo la vittoria della loro squadra. Francesco Totti la riprese poi al Festival di Sanremo, così fu inarrestabile il processo di imitazione di altre tifoserie, fino a farla diventare un secondo inno nazionale del pallone.

Quando una creatura sfugge di mano al sua creatore. I White Stripes, un duo rock di Detroit formato da Jack White (voce, chitarra e altri strumenti) e Meg White (batteria e altri strumenti) scioltosi nel 2011, l’avevano composta tre anni prima con quel titolo che – hanno spiegato – deriva da uno storpiamento di parole del bambino Jack: Salvation Army, esercito della salvezza, era diventato nel linguaggio del piccolo Seven Nation Army, esercito delle sette nazioni. Il brano, lanciato come singolo con grande successo di vendite, faceva parte dell’album Elephant, che i critici considerano il più rappresentativo dello stile musicale della band statunitense molto semplice ed essenziale, con un misto di hard rock, punk e blues. Anche il video diretto di Alexandre Courtès ha avuto successo con una sequenza continua di triangoli fatti a forma della A di Arancia Meccanica con i colori rosso, bianco e nero che caratterizza tutto il design della loro produzione. Il tema della canzone coglie il clima minimalista del primo decennio del millennio: neanche un esercito di sette nazioni potrebbe trattenermi: il sentimento che sale dalle mie ossa dice, trovati una casa.

Seven Nation Army

I’m gonna fight ‘em off
A seven nation army couldn’t hold me back
They’re gonna rip it off
Taking their time right behind my back
And I’m talking to myself at night
Because I can’t forget
Back and forth through my mind
Behind a cigarette
And the message coming from my eyes
Says leave it alone

Don’t want to hear about it
Every single one’s got a story to tell
Everyone knows about it
From the Queen of England to the hounds of hell
And if I catch it coming back my way
I’m gonna serve it to you
And that ain’t what you want to hear,
But that’s what I’ll do
And the feeling coming from my bones
Says find a home

I’m going to Wichita
Far from this opera for evermore
I’m gonna work the straw
Make the sweat drip out of every pore
And I’m bleeding, and I’m bleeding, and I’m bleeding
Right before the lord
All the words are gonna bleed from me
And I will think no more
And the stains coming from my blood
Tell me go back home

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